DANIELE FRULLONE. IL CALCIATORE GLOBETROTTER

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Bergamo, via XX settembre, tra i tantissimi turisti che ammirano le meraviglie di Bergamo, continuando imperterriti a girare il capo da sinistra verso destra, abbiamo incontrato un ragazzo che nel calcio dilettantistico ha lasciato certamente il segno, Daniele Frullone.

Con il suo sorriso rassicurante e un caffè per riscaldare le corde vocali ha cominciato a parlare dei suoi esordi <<Ho iniziato a giocare nel Carnovali all’età di 6 anni (Via Caldara), li è dove ho iniziato con altri bambini di due e anche tre anni piu’ grandi. Sono stato cercato da tante squadre ma l’unica offerta concreta che ho ricevuto è stata quella del Brescia, mentre Atalanta e Torino hanno solo sondato il terreno diciamo. Se fossi andato al Brescia forse sarei cresciuto diversamente, ma per il mio fisico gracile e la mia statura hanno deciso di non portarmi con loro.
Dal Carnovali sono passato al San Tommaso e poi il grande salto nella Fiorente, con quest’ultima l’Atalanta è tornata nuovamente a cercarmi ma dopo aver constatato il fatto di non essere cresciuto di qualche centimetro hanno riposto ogni interesse.>>
Daniele non perde la passione nonostante i sogni sfiorati come quelli di indossare la maglia della Dea e quello di passeggiare in Via Filadelfia, a Torino, dopo un allenamento nel mitico stadio leggendario che per dovere di cronaca da poco ricostruito per le partite ufficiali delle squadre giovanili granata.
<<Alla Fiorente ho conosciuto Mister Cagliani, stava rientrando nel mondo del calcio e faceva il DT, mentre il tecnico era Magni. L’anno seguente, con Cagliani in panchina e con compagni come Menegazzo, Martinoli, Bonfanti , Paolo Brembilla, Lochis, Cimmino e Spinella abbiamo vinto il campionato e disputato la finale a Calusco contro la Stezzanese, vinta 2-1. Tre giorni dopo abbiamo giocato la finale del prestigioso Trofeo Cassera allo Stadio di Bergamo contro la Romanese, vincendo con un perentorio 4-0. Ricordo la nostra gioia e aggungo, mister Cagliani per me è stato piu’ di un semplice mister in quanto mi ha fatto ritrovare l’entusiamo e la passione.
L’anno seguente, con la Juniores siamo saliti di livello, trovando nel girone squadre come Albinoleffe, Atalanta, Sarnico ma siamo riusciti a dire la nostra arrivando secondi.>>
Il telefono squilla sempre con piu’ insistenza, tra scouting bramosi di cercare promesse e talenti pronti a dipingere nuove tele, questa volta è il turno dell’Albinoleffe, che non intende fermarsi di fronte al fisico gracile <<Ho avuto il piacere di giocare con gente come Franco Franchini, Gusmini, Gotti e dalla prima squadra scendevano i fuori quota come Araboni e Regonesi. Siamo riusciti a vincere il campionato con squadre come Atalanta e Milan e in seguito abbiamo disputato le finali nazionali uscendo contro il Cesena di Biondini.>>
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Daniele prende il Bus di linea con fermata Colognola e cosi ritorna dal prestito nella Sua Fiorente <<Mi sono ritrovato a giocare in Eccelenza con un grande progetto. Ricordo che in porta c’era Ivan Gamberini, aveva parato un rigore in Serie B a Ravanelli. Maspero in attacco, Pietro Malanchini in difesa e altri ancora. Facevo fatica a trovare spazio con questi grandi campioni e a novembre sono andato a ComunNuovo, sempre in prestito,con Mister Cefis, e lì ho disputato un buon Campionato (Promozione) segnando quattro o cinque gol.
L’anno successivo sono andato  a Stezzano, nella Stezzanese, che in quell’anno militava in Promozione, c’era Mister Bonaldi in panchina, e lì mi giocavo il posto con tre attaccanti fortissimi: Baretti, Vinciguerra e Vavassori. Ho faticato fino a quando ho avuto l’occasione di giocare da titolare, dove ho fatto una doppietta.
Confermato al fianco di Vinciguerra, la settimana seguente ho firmato il gol vittoria e, in quella dopo ancora, ho giocato sempre al fianco di Vinciguerra, ho procurato un rigore ma ho mancato il gol vittoria, e da lì in poi è stato un calvario. Loro si aspettavano solo quello, e Baretti è tornato titolare, e non ha più lasciato il posto.>>
Il Frullo ha sorseggiato il suo primo bicchiere amaro ma, a Colognola ritrova il Cavalier Pezzoni, suo autentico estimatore e Presidente di quella mitica Fiorente che nel decennio tra il 2000 e 2010 ha scritto certamente pagine importanti nel calcio dilettantistico:
<< Il Cavalier Pezzoni mi dava considerazione, non si perdeva mai una mia punizione negli allenamenti, era un Signore, e non vedeva l’ora di vedermi nuovamente con la maglia della Fiorente ma il Ds Vecchi non la pensava cosi, dicendomi chiaramente che non rientravo nel progetto. E cosi ho dato il via al mio primo viaggio, in Spagna. Giocavo in spiaggia, per strada, e ricordo che addirittura mi aveva notato la seconda squadra di Valencia, il Levante. E’ stata un’esperienza fantastica.>>
Tra sogni infranti e promesse non mantenute ecco che dal passato rispunta il suo mentore, Giulio Cagliani, un uomo che ha sempre messo davanti il talento alle caratteristiche dei suoi giocatori, rimanendo innamorato nel tempo dalle doti di Daniele.
Messo all’angolo da tante squadre dilettantistiche bergamasche, Cagliani lo reinventa leader nella Fiorente che sta per iniziare a calcare i campi della terza categoria, stagione 2009-2010
<< Appena ho ricevuto la chiamata di Mister Cagliani, non ha fatto in tempo a finire la sua proposta, che ho prontamente risposto:  Mister ci sono.
E’ stata un’annata bellissima, eravamo una grande famiglia, lì ho ritrovato compagni come Cimmino, Martinoli, Spinella e giocato con altri giocatori come bomber Finco, Carrara e giovani promettenti promossi in prima squadra: Tabaku e Bacis .
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Ho lasciato la squadra prima in classifica , dopo la partita contro il Valbrembo vinta per 1-0, decisa da me, e poi sono partito per L’India. 6 mesi dopo torno giusto in tempo per il finale di Campionato già conquistato dopo la vittoria al Legler contro il Ponte San Pietro e la finale del trofeo Preda contro il Comunnuovo, mia ex squadra.
Decido di seguire Mister Cagliani a Gorle l’anno dopo,in seconda categoria, il mio ultimo anno, ed è stato bello chiudere la mia carriera con Mister Cagliani, a lui devo tanto.
Capendo di non riuscire a giocare ad alti livelli ho pensato di coltivare la mia passone per i viaggi ed è cosi che finisco in Messico.
Ho un bellissimo bambino di 3 anni e mezzo, si chiama Yunven e ovviamente il primo gioco che gli ho regalato è stato un pallone di calcio.>>
Daniele Frullone, croce e delizia.
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Servizio a cura di :
Davide Cortinovis
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