OLDRATY DAY. JUST A PERFECT DAY

“Just a perfect day”, così cantava il buon Lou Reed. E non c’è altro titolo per raccontare l’Oldraty Day. Si perché quando una cosa è perfetta…è perfetta.

Ai piedi della statale di Petosino è stato allestito un campo gara veramente meraviglioso. Una giornata all’insegna dell’Enduro che ha davvero lasciato il segno.

Una moto da Enduro a Bergamo è come una palla da Basket all’ All Star Game.

Si perché a Bergamo si è fatta la storia mondiale, ma mondiale veramente, di questa affascinante, spettacolare e tecnicissima disciplina motoristica. Basta andare indietro nella storia e “Chè a Berghem” si trovano le imprese monumentali di uno sport che esalta la motocicletta ma anche e soprattutto l’uomo.

Una volta si diceva : “I duri dell’enduro”. E quando sono in pista questi sono duri davvero. Guidano da veri maestri ed è davvero difficile considerare il pilota e la moto come due cose diverse. Sul fettucciato, sui salti, sui tronchi d’albero di Petosino, si è visto il meglio del meglio.

Ma non solo i grandi campioni presenti, tutti.

Si è partiti infatti di buon mattino a Petosino (rima…). Alle 7.30 c’erano già moto in pista. Tante categorie. Gli amatori, i professionisti, le ruggenti moto d’epoca. Tutti fantastici, gli ultimi come i primi. Si perché qui all’Oldrati Day la passione si è scatenata e quello che si doveva vedere, in termini di show, si è visto.

Sfrecciavano come diavoli sui rettilinei, ma in curva, scivolavano come angeli in derapata, pronti a riscatenare l’inferno in uscita di curva, quando c’è da dare gas… . E poi i salti. Che spettacolo. Motocross puro. Alcuni stortavano anche la moto in salto e la gente andava in visibilio… . Sembrava davvero di rivedere il celeberrimo “Bike Fun Show” , quando tanti anni fa al Forum di Assago vennero i Campioni americani del Supercross…,alla Stanton per intenderci.

“Passa il tempo ma noi no”, cantava la Mannoia, che in un duetto con Lou Redd ci sarebbe stata. Ed è vero anche questo “sottotitolo” dell’Oldrati Day. Il tempo passa ma l’Enduro orobico è sempre quello. Semplicemente top.

Semplicemente? si semplicemente. E spieghiamo il perché.

Semplicemente perché qui si respira ancora l’aria del motociclismo di una volta, dove si dà tutto in gara, ma poi tutto si chiude con pane e salame, come è giusto che sia.

Si osanna tanto, e giustamente, la cultura del “Terzo Tempo” rugbystico, ma qui, a casa di Thomas, è la stessa cosa.

I motori hanno ruggito. Sia il quattro tempi, che come il basso dei Doors…riempiva lo stomaco, sia il due tempi, che, come l’acuto dei Gun’s Roses, elettrizzava i pori della pelle.

Troppi paragoni musicali? forse. Qui però di musica ce n’era eccome. E come in ogni musica che conta, arriva il momento dell’assolo. E l’assolo qui è stato Thomas Oldrati. Un Campione. Un ragazzo. Una persona che, grazie alle sue qualità, di persona appunto, ha saputo conquistare il pubblico, divenendo a tutti gli effetti, e meritatamente, il portabandiera dell’Enduro. Nostrano. Nazionale e Mondiale. Che poi…è la stessa cosa, vista la “manetta” dei bergamaschi.

Batteria dopo batteria, gara dopo gara, si è fatta sera. E l’evento clou è arrivato. La finalissima. Gli idoli locali e un grande pilota francese hanno dato veramente spettacolo. Oldrati cade alla prima curva. E’ panico tra i suoi sostenitori. Ma qui siamo a Bergamo… . Thomas si rialza, spinge alla grande, recuperone mozzafiato, Thomas vola, arriva terzo e sale sul podio nel tripudio della gente.

Mamma mia che storia!

Ma quando è tutto finito, di storia ne comincia un’altra. Una storia di amici e gente che sa stare insieme. C’erano tutti. dai Big del passato, alla Giò Sala o Tullio Pellegrinelli per intenderci. Ma l’ha detto la Mannoia: passa il tempo ma loro no.

Quando girano la classe è intatta. Ora come allora Enduro è sempre e comunque made in Bergamo. E sia.

L’Enduro è un grandissimo sport e merita un deciso rilancio. Lo spettacolo c’è e la gente ha gradito. La questione da anni è un po’ problematica. Ci sono questioni forse (mica tanto forse…) ancora irrisolte in termini di possibilità di praticare, di visibilità mediatica, e altre cose… . Ma dopo questo Oldraty-Day forse è arrivato il momento in cui tutti possono finalmente sedersi ad un tavolo, e affrontare il “caso Enduro”. Si perché il livello sportivo e culturale (nel senso dei valori dello sport) è talmente alto che non si può non valorizzarlo a dovere. I teams, i piloti, le istituzioni, i media, i tifosi possono davvero lavorare per un grande, grandissimo, rilancio dell’Enduro.

Il personaggio di riferimento c’è. E’ lui. E’ Thomas Oldrati.

Partiamo da Oldrati…per essere ancora grandi.

MAKE ENDURO GREAT AGAIN. YES WE CAN!

Thomas sei unico…

Ecco le classifiche finali ufficiali:

servizio fotogiornalistico a cura di Luca Limoli. COPYRIGHT BERGAMOSPORTNEWS.COM (foto e testi). RIPRODUZIONE RISERVATA. CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE IL LINK ALL’ARTICOLO INTERO E ORIGINALE

 

 

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