THOMAS OLDRATI , TONY CAIROLI E GIO’ SALA. GRANDI VITTORIE MA ANCHE UN APPELLO PER UN RILANCIO DELL’OFF ROAD. LE INTERVISTE

Thomas Oldrati è Campione Italiano 2017 di Enduro. Ha conquistato il Titolo a Trichiana, nel bellunese, a bordo di una Husqvarna 300 a “due tempi” , cioè motori “cattivi” e nervosi, tipicamente riconoscibili dal rumore acuto che nasce dall’elevato regime dei giri-motore che li caratterizza, diversamente dai quattro tempi che hanno una tonalità più corposa.

Thomas Oldrati, in forza al team  Team BBM-Husqvarna Motorcycles Italia è da tempo uno dei più forti enduristi a livello internazionale, come dimostrato dal suo Titolo Mondiale e dai numerosi successi ottenuti in carriera.

Questa vittoria 2017 è particolarmente significativa perché dimostra il carattere di questo sportivo. Pochi giorni prima infatti lo sfortunato Oldrati si fratturava la mano partecipando alla famosa gara per nazioni intitolata “Sei Giorni”. Una gara storica di primissimo piano per tradizione e prestigio.

Nonostante l’infortunio il fortissimo motociclista bergamasco è sceso in pista e ha conquistato il successo finale facendo registrare un performance straordinaria nella prova del sabato, che gli ha consentito di raggiungere la matematica certezza del Titolo.

La vita di questo atleta professionista è molto attiva e tra pochissimo sarà impegnato al Mondiale, con la grinta e la voglia di fare bene che lo contraddistingue.

Tante vittorie, tante soddisfazioni, e soprattutto un grande feeling con i tifosi.

A Bergamo poi è certamente un idolo. Il giovane Oldrati è una sorta di Principe dell’Enduro orobico , settore che vanta una Dinastìa quasi centenaria nella specialità.

Cosa rappresenta per Thomas Oldrati questa vittoria:

Una grande soddisfazione. Dopo il rammarico per la Sei Giorni, decisamente una giornata galvanizzante. Ora voglio andare forte anche al Mondiale”.

(copyright foto BERGAMOSPORTNEWS.COM)

Negli stessi giorni in cui Oldrati trionfava agli Italiani l’immenso Tony Cairoli conquistava il nono Titolo Mondiale.

Thomas, cosa pensi di Cairoli?

“E’ un Campione davvero super. E’ allo stesso livello di Valentino Rossi. Di lui ammiro la perfezione tecnica, ma soprattutto la forza mentale. La sua costanza. La sua capacità di stringere i denti quando c’è da farlo, e la sua presenza come pilota in termini di attenzione e cura per tutti i particolari.”.

Recentemente, da varie parti, qualcuno ha parlato di una scarsa copertura mediatica sulle grandi imprese di Cairoli. Ed effettivamente, se si rapporta la visibilità di Cairoli con quella delle Ferrari o di Valentino Rossi è evidente una notevole sproporzione. Cosa ne pensi ?

“E’ certamente un tema centrale. Quello di Cairoli è il caso più eclatante, vista l’enorme portata del Campione, ma è un problema che affligge da tempo il nostro settore. La visibilità televisiva, e mediatica in generale, è quella che attrae i grandi sponsor e il Motocross, vista la spettacolarità, e la presenza di un fuoriclasse come Cairoli, meriterebbe molto, ma molto di più. Nell’Enduro la situazione è anche peggio, per via delle difficoltà tecniche di una diretta televisiva efficace. Ma come si sa, da cosa nasce cosa. Le realtà sportive crescono e si alimentano di interesse, se vi è un buon impatto nel presentarle e renderle interessanti. Può sembrare un po’ il discorso del gatto che si morde la cosa. Ma come si suol dire…l’appetito vien mangiando. E l’Enduro, vista la grande fama che ha avuto in passato, indice di una buona recettività del pubblico, può e deve avere un grande rilancio. Io credo che il creare nuove piste, come quella di Dossena, o aree idonee a questa pratica, favorirebbe il movimento in modo determinante. I giovani amano questo genere di moto, basti pensare al successo di vendite delle “Motard”, ma c’è pochissima possibilità di praticare realmente in fuoristrada. Su questo argomento però c’è una persona che, secondo me, ha molto a cuore questi temi e ha tutti i titoli per parlare: lui è Giò Sala. “

(foto www.giosala.com)

E chi è Giò Sala?

Per gli appassionati e i conoscitori di sport in generale è di certo una domanda superflua.

Giò Sala è il 5 volte Campione del Mondo di Enduro, vero e proprio Monumento. Anche oggi personaggio di riferimento per tutto l’ambiente:

“Parlare con me di questo argomento è come sfondare una porta aperta. Io da anni mi batto per la creazione di aree dove si possa praticare l’Enduro. Mi rendo conto che la questione implica molti aspetti ed è giusto prenderli in considerazione. Io credo che una regolamentazione assennata sarebbe una soluzione non solo praticabile, ma anche soddisfacente per tutti. Basterebbe istituire un regolamento sul modello della Caccia. Aree selezionate e periodi ammessi. Io penso che, se si potesse praticare nei mesi di ottobre o novembre, non si creerebbe particolare fastidio. Ci sono poi due aspetti da prendere in considerazione. Se l’accesso alle aree riservate fosse a pagamento, si potrebbero facilmente ripristinare i terreni solcati dalle gomme in modo tempestivo, senza in alcun modo deturpare l’ambiente. L’Enduro, magari a differenza di quello che pensa qualcuno, ha al centro l’amore per la Natura e il piacere di sentirsene parte. Non c’è nessuna insensibilità in questo senso, anzi il contrario. Ricordo, molti anni fa, che quando giravo le mulattiere per allenarmi, a fine giornata c’erano anche i contadini che ti offrivano un bicchiere di vino, per fare un esempio. C’era una convivenza felice con l’ambiente perché si basava sul rispetto. Le basi di questa alleanza con il territorio si possono rifondare. L’Enduro è un ambiente carico di valori sportivi e umani. Ai giovani non deve essere negata questa opportunità. In più c’è da considerare anche l’indotto turistico legato all’Enduro, che può essere una buona fonte economica per le genti del nostro comprensorio montuoso. Con il buon senso e il rispetto si potrebbe davvero costruire un progetto serio e sicuro”.

Il talento, la passione e l’amore per l’Enduro di Giò Sala non abbisognano di altri commenti. Viva l’Enduro e Viva l’ Enduro Bergamasco!

 

Interviste a cura di   Luca Limoli (RIPRODUZIONE RISERVATA)

 

 

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