DIEGO BOSIS IL RE DEL TRIAL

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Meno di due mesi fa, ad Ottobre, si è conclusa la leggendaria carriera di Diego Bosis, campionissimo del Trial, Pluricampione Italiano, Vice-Campione del Mondo e Campione del Mondo a squadre. Una carriera da incorniciare, durata ben 27 anni, dal 1982 al 2009, sempre in sella, o meglio, in piedi, sulla sua mitica moto da Trial. Ecco la sua storia.

I Campionati Italiani, svoltisi a Magreglio (Lecco) sono stati l’ultima apparizione agonistica di Diego Bosis. A 42 anni Bosis ha deciso di scendere dalla moto in veste di pilota per iniziare una nuova avventura… . Ma andiamo per ordine.

Diego Bosis sale per la prima volta su una moto a soli 9 anni. Era un Gerosa da Cross per bambini. Ma a 11 anni arriva un tipo di moto che condizionerà tutta la sua vita: la moto da Trial. In questo caso si tratta del famoso Fantic Trial 50, che suo padre Giacomo e suo zio Ezio gli regalano. Loro sono stati tra i primi praticanti del Trial in Italia.

Diego è poco più che un bambino, ma ha, da subito, un feeling eccezionale con quella motoretta, tantochè a soli 12 anni comincia a partecipare alle gare sociali dei Motoclub e in una prova alla Roncola raggiunge addirittura un 4° posto assoluto.

Con i 16 anni si apre “L’Era Bosis”. Vince infatti il Campionato Italiano Cadetti all’esordio. L’anno dopo bissa il successo anche negli Juniores.

Da Senior è Campione Italiano nel 1986, 87,89,90,91 e 92.

Per ben due volte è Vice-Campione del Mondo nel 1987 e nel 1990, sempre dietro al fuoriclasse spagnolo Jordi Tarres, che di mondiali ne ha vinti ben 7.

La sfida Tarres-Bosis ha segnato un’epoca.

“L’Età dell’Oro del Trial” la si potrebbe definire. Tra gli anni 80 e 90 il Trial godeva infatti di una grande popolarità e moltissimi erano i giovani che possedevano quel tipo di moto. Fantic, Swm, Italjet, Montesa, erano le marche più famose. E molti usavano il trial come mezzo per muoversi.

Poi, un pò come per l’Enduro, sono arrivati tempi grigi.

Le restrizioni normative per la pratica del Trial sono diventate così forti da strangolare il fenomeno del grande mercato diffuso. E questo sport è diventato una realtà di nicchia, con mezzi sempre più estremi e specialistici, ben lontani dall’uso quotidiano.

Si può forse dire, con un pizzico di polemica, che si è impedito l’Enduro e il Trial per “sdoganare” nuovamente i bolidi da strada a due ruote, permettendo ai giovanissimi di condurre moto con 180 cavalli sull’asfalto, vietando invece un pò ovunque il fuoristrada.

Difficile capire se si è trattato di esigenze di “sicurezza”, di mercato, o forse ancora di “tendenza”. Fatto sta che a quei tempi si parlava si di Motomondiale di Freddy Spancer o Wayne Gardner, ma anche di Parigi-Dakar e di Diego Bosis. Ora si parla solo di Valentino Rossi… .

Quella di Diego Bosis resta comunque un’esperienza unica di grande dedizione e grandi meriti. Ecco il suo commento:

“Non ho rimorsi nè rimpianti. Nella vita volevo fare quello e l’ho fatto. Mi considero fortunato per aver potuto realizzare un sogno, ma dietro c’è stato un impegno totale. A 16 anni ho mollato tutto per il Trial. Ho viaggiato tanto e mi sono sempre allenato tutti i giorni, da solo o in gruppo.

E ora che le gare son finite?

“Ho aperto una scuola di Trial ad Asti. il TrialParkVarata, con un campo di allenamento autorizzato di 50000 metri quadrati. La passione per il Trial è un lavoro.”

Per qualsiasi informazione sui corsi e sulla durata (solitamente week-end) si può scrivere a Diego.Bosis@gmail.com

Ecco Diego Bosis , a sinistra nella foto, insieme al suo storico amico Maurizio Bani, anche lui trialista:

“Quando avevo 11 anni ho visto una gara di Diego Bosis ad Alzano Lombardo. Da lì è nata la mia passione per il Trial e la mia grande amicizia con Diego.”

Volete seguire le orme di Diego Bosis e diventare un campione come lui? Non esitate a contattarlo con fiducia.

Perche lui è Diego Bosis. Lui è il Re del Trial.

 

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