SOFIA COLOMBO GRANDE PROTAGONISTA DEL CALCIO FEMMINILE

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Lo sport femminile è certamente uno dei fenomeni più rilevanti dell’era (sportiva) moderna.

La Pellegrini, la Staffetta Olimpica, la gloriosa Foppa, e, molto di recente, il grande exploit del Calcio Femminile.

Bergamo vanta un’ottima tradizione in questo ambito e, da anni, è una piazza davvero interessante.

Il campionato italiano femminile di Serie A è da poco terminato, e la Nazionale Italiana di Calcio ha regalato emozioni al Campionato Mondiale tenutosi in Francia, che ha visto gli Stati Uniti alzare per la 4a volta la Coppa del Mondo.

In questa fantastica annata per il calcio femminile, hanno trovato spazio e luce numerose calciatrici, che a loro volta hanno visto realizzarsi i propri sogni. Tra queste ragazze, noi siamo andati a conoscere Sofia Colombo, talento emergente del calcio femminile, classe 2001 e centrocampista dell’Atalanta Mozzanica che ha appena terminato il campionato al 5° posto alle spalle di Juventus, Fiorentina, Milan e Roma.

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Ciao Sofia, ci puoi raccontare brevemente come è nata la tua passione per il calcio e la tua carriera?

“Non ricordo esattamente l’età, ma ero piccolissima, mi trovavo in gelateria con mia sorella Celeste e mentre lei stava leggendo un cartello pubblicitario che invitava i ragazzi ad iscriversi alla scuola calcio, io mi sono proposta e da li è nata la mia passione.

In prima elementare, qualcuno, ha portato in classe un volantino per giocare a Villa D’Adda e cosi ho iniziato fino ad arrivare a giocare nel  Monvico e successivamente nel Mozzanica, in quest’ultima squadra ho giocato per 6 anni contando quello appena concluso, disputanto i campionati per le categorie Esordienti, Giovanissimi, Primavera e Prima Squadra in Serie A.

I primi tre anni sono stati tranquilli, mi ero subito ambientata poi, il primo anno di Primavera mi sono rotta il crociato e devo ammettere che quel calvario è stato decisivo per il proseguo della mia carriera.

All’inizio non lo accettavo, ma il giorno seguente l’operazione, ho iniziato la mia terapia: riabilitazione motoria e allenamenti sul campo con il mio vecchio Mister, Giovanni Tirinnocchi, non ho perso un solo minuto.

Ho capito che se volevo fare quello che mi ero imposta, dovevo lavorare giorno dopo giorno senza dannarmi contro il fato, che in quel momento non era stato benevolo con me.

Quando ho ripreso a giocare, ho fatto un anno con la Primavera e un anno in Prima Squadra, ma le soddisfazioni sono arrivate anche con la Maglia Azzurra, perchè il CT Enrico Sbardella mi ha convocata con l’Under 19, con la quale ho disputato l’Europeo uscendo ahimè contro l’Inghilterra ai quarti di finale. Una partita sfortunata, loro hanno segnato subito e noi siamo rimaste a giocare in 9 per via di due espulsioni rimediate nei primi 60 minuti di partita.

Mentre iniziavo il mio primo Campionato in prima squadra, non ho fatto in tempo a mettere da parte l’emozione, in quanto alla prima giornata ho scoperto che giocavo subito dall’inizio. Ricordo ancora tutto come se fosse ieri, Mister Ardito, stava per annunciare la formazione iniziale che da li a poco sarebbe scesa in campo per affrontare la Fiorentina e mentre leggeva la formazione ho sentito nominare il mio cognome (Colombo) nello spogliatoio, non me lo aspettavo, ma ero felicissima.

Devo ringraziare Mister Ardito, perchè io nasco come trequartista e in squadra non avrei trovato spazio in quel ruolo, perciò, il Mister mi ha posizionato nella linea mediana, arretrandomi rispetto al mio ruolo iniziale facendomi imparare la fase difensiva e completandomi come calciatrice. Lo ringrazio per la fiducia che ha avuto in me.”.

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Che differenze hai trovato in questo campionato con la prima squadra rispetto agli anni precedenti quando militavi nelle giovanili?

“Ho visto tanta differenza a livello tecnico-tattico, ma anche nelle preparazioni per le partite. C’è uno studio approfondito dell’avversario, sopratutto per avversari come Juve e Milan in quanto l’aspetto fisico cambia quando giochi contro queste squadre. Però devo dire che sono state le partite piu’ belle, sia per il match ma anche per la settimana della vigilia per queste quattro partite.

Con la Nazionale è ancora più diverso, non c’è mai una pausa ma ti forma tanto come calciatrice e rafforza certamente il tuo carattere.

Devi sempre dimostrare qualcosa perchè è un attimo finire in panchina, cerco di dare negli allenamenti e nel campo il 110 per cento.

Ma il Calcio è anche un gioco di squadra e a volte il gruppo fa la differenza, per esempio, al Torneo La Manga, siamo riusciti a sconfiggere la Francia perchè eravamo in gruppo unito, ci sentivamo squadra e quando questa componente fondamentale c’è, puoi arrivare dappertutto. Ricordo che per Mister Sbardella è stata la Sua prima vittoria contro la Francia.”.

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Avrai sicuramente visto il Mondiale appena terminato in Francia…

“E’ stato emozionante vedere le ragazze disputare il mondiale. Io gioco contro di loro in campionato e vederle li, che si giocavano la Coppa del Mondo, mi ha emozionato. Sogno, in futuro, di poter giocare anche io, con la maglia azzurra della Nazionale, la Coppa del Mondo femminile.”.

Sei soddisfatta della stagione che si è appena conclusa?

“Certamente, siamo arrivate quinte, quando l’obbiettivo di inizio stagione era la salvezza e abbiamo fermato squadre come Juventus, pareggiato contro il Milan e vinto contro la Roma. Peccato gli schiaffi che abbiamo preso contro la Fiorentina.

La Società ha investito sui giovani e a metà stagione, con gli innesti di Patrizia Caccamo, Melania Martinovic e Maegan Kelly la nostra posizione è andata a migliorare di giornata in giornata. E’ grazie anche alla esperienza di quest’ultime che siamo riuscite a conquistare un glorioso quinto posto.”.

L’anno prossimo non vestirai piu’ questa maglia, che effetto ti fa dopo questi 6 anni intensi?

“Per me, il Mozzanica era una famiglia, mi dispiace tremendamente, ero li da 6 anni e dietro c’era una grande famiglia che faceva sentire noi atlete come a casa. Sono fiduciosa, vedremo come andrà la prossima esperienza.”.

Cosa desideri per il tuo futuro?

“Sogno di continuare a vestire la maglia azzurra, amo quel colore. Poi, vorrei sicuramente giocare la Champions League e vincere la Serie A anche perchè, ad oggi, oltre a qualche premio individuale con le squadre giovanile ho vinto il torneo delle Regioni con la Lombardia (Under 15 e giovanissimi) e onestamente, vorrei vincere qualcosa di piu’ importante.”.

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Intervista a cura di : Davide Cortinovis

Foto: Sergio Piana

 

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