DANIELE EYNARD: UNA VITA NELL’ATLETICA LEGGERA

Daniele Eynard, architetto di professione, fondatore e Presidente dell’Associazione” Atletica Bergamo” è un’amante dell’atletica leggera. “L’atletica leggera, sostiene con enfasi, è uno sport di cui ci si innamora. E quando ci si innamora davvero non si smette più di praticarla” La vita di Eynard si è sempre snodata sui campi sportivi non solo come atleta ma anche come “addetto ai lavori”: infatti ha progettato nella veste di architetto numerosi impianti sportivi. l suo primo ricordo sportivo risale a quando aveva nove anni e il padre lo fece assistere a un triangolare Italia-Germania-Svizzera. Da quel giorno il suo legame con l’atletica leggera non si è mai spezzato:corse, salti , lanci, allenamenti e competizioni… . A questa disciplina sportiva, Eynard riconosce soprattutto una peculiarità che lui stesso definisce “scientificità” in quanto permette uno studio analitico sulle caratteristiche e sulle potenzialità del corpo umano. Esiste infatti, e lui ci tiene a rimarcarlo, tutta una letteratura e una conoscenza statistica che può fare invidia ai più complessi e approfonditi studi sperimentali sul funzionamento del fisico umano. Ogni tentativo di miglioramento nel campo serve per capire e per sperimentare quale può essere il modo migliore per “vincere” le leggi della fisica e, di conseguenza vincere sulla pista!. In fatto di vittoria Daniele Eynard ne riporta una personalissima quando, a seguito di un incidente perde, a 15 anni, l’uso di una mano ma non per questo rinuncia al suo amato sport! . Continua ad allenarsi, partecipa a competizioni universitarie nel salto in alto e si iscrive ad un corso per allenatori. Come afferma Pinuccio Vailati, un pedagogista dello sport : “lo scopo della pratica sportiva pone come finalità il miglioramento delle qualità fisiche e neuromuscolari ma anche la maturazione della coscienza relativa alla propria corporeità sia come disponibilità e padronanza motoria, sia come capacità relazionale per superare le difficoltà..” Per Daniele è stato così, ma è andato oltre: nel tempo ha fatto confluire gli sforzi raggiunti nell’Associazione “Atletica Bergamo” ottenendo meritati successi come i 7 titoli italiani. Questa società è definita da un giornalista sportivo, Mario Alberti: “Un modello di organizzazione. Non un semplice vivaio che aspetta l’esplosione di tanto in tanto di qualche talento, ma una fucina inesauribile che produce a getto continuo giovani promesse..” Dalla sua fondazione ad oggi ha sempre collezionato trionfi e fatto incetta di titoli e tra le tante stagioni “fruttuose”merita una menzione particolare quella del 2006 che, come si legge nel sito della Fidal Lombardia “così, non si era mai vista..”

E prosegue: “Negli ultimi anni il bottino di scudetti giovanili, titolo italiani e maglie azzurre aveva toccato numeri da record, ma quello che è successo nel 2006 con la conquista di 2 scudetti nel Campionato Italiano su pista under ’21 sia con la squadra maschile che con quella femminile ha superato tutto, consacrando la società presieduta da Daniele Eynard e diretta da Dante Acerbis come la migliore realtà italiana a livello giovanile per la fascia di età compresa tra i 14 e i 20 anni”.

Sono grandi soddisfazioni, ma per l’atleta Eynard il pensiero è concentrato prevalentemente sull’esercizio dello sport : “ La cosa vera” asserisce, “è che se ti alleni bene e riesci a correre per un’ora di fila…quella sì che è una vera soddisfazione!”

La sua teoria è che la potenzialità non basta, ci vuole una sana ostinazione perché, pur con le carte in regola, se manca la volontà è inutile continuare!

Conoscere il corpo, allenarlo, sentirlo e lavorarlo!” questo è lo sport di Daniele Eynard, una sport che deve essere soprattutto etica, perché ” se non sei onesto, non puoi avere soddisfazioni”

Condivide con gli esperti che lo sport concorre alla formazione della personalità armonica ed equilibrata della personalità che pone le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca dei significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita.

Lo sport è una scuola che sa insegnare disciplina, ma allo stesso tempo sa stimolare quell’interesse personale a migliorarsi che può portare sicuramente alla vittoria perché è “il risultato di un lavoro ben fatto” .

L’importante è evitare di identificare vittoria e sconfitta come successo o fallimento.

Nello sport si può anche perdere ma, “La sconfitta fa maturare più della vittoria, serve a far capire gli errori e a rafforzare la volontà”

E’ come dire: vincere con stile e perdere con dignità!

La costanza di esercitare uno sport può dare i frutti nell’età adulta con giovamento fisico non indifferente. Ricorda Eynard che esistono i ” Master” che gareggiano fini ad ottant’anni!

Sul professionismo non ha solo riserve, ma lo ritiene un grande pericolo per lo sport: “I dilettanti lo fanno per passione, afferma, nel professionismo ci sono altre regole…c’è esasperazione!

Infatti la ricerca ossessiva del risultato ad ogni costo viene esasperata da pressioni di ogni tipo e lo sport si spoglia del suo vero significato.

L’atletica leggera incarna da sempre l’idea dello sport puro, il perno insostituibile dei Giochi Olimpici e deve essere praticata nella maniera “scientifica” che fa parte del “pensiero ” di Daniele Eynard: educazione del corpo intesa sia come conservazione ottimale del medesimo sia come atteggiamento positivo verso il corpo stesso.

Padronanza motoria e capacità razionale saranno dunque le conquiste cui ogni atleta ” vero”, attraverso la disciplina sportiva, potrà aspirare.

 

E prosegue: “Negli ultimi anni il bottino di scudetti giovanili, titolo italiani e maglie azzurre aveva toccato numeri da record, ma quello che è successo nel 2006 con la conquista di 2 scudetti nel Campionato Italiano su pista under ’21 sia con la squadra maschile che con quella femminile ha superato tutto, consacrando la società presieduta da Daniele Eynard e diretta da Dante Acerbis come la migliore realtà italiana a livello giovanile per la fascia di età compresa tra i 14 e i 20 anni”.

Sono grandi soddisfazioni, ma per l’atleta Eynard il pensiero è concentrato prevalentemente sull’esercizio dello sport : “ La cosa vera” asserisce, “è che se ti alleni bene e riesci a correre per un’ora di fila…quella sì che è una vera soddisfazione!”

La sua teoria è che la potenzialità non basta, ci vuole una sana ostinazione perché, pur con le carte in regola, se manca la volontà è inutile continuare!

Conoscere il corpo, allenarlo, sentirlo e lavorarlo!” questo è lo sport di Daniele Eynard, una sport che deve essere soprattutto etica, perché ” se non sei onesto, non puoi avere soddisfazioni”

Condivide con gli esperti che lo sport concorre alla formazione della personalità armonica ed equilibrata della personalità che pone le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca dei significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita.

Lo sport è una scuola che sa insegnare disciplina, ma allo stesso tempo sa stimolare quell’interesse personale a migliorarsi che può portare sicuramente alla vittoria perché è “il risultato di un lavoro ben fatto” .

L’importante è evitare di identificare vittoria e sconfitta come successo o fallimento.

Nello sport si può anche perdere ma, “La sconfitta fa maturare più della vittoria, serve a far capire gli errori e a rafforzare la volontà”

E’ come dire: vincere con stile e perdere con dignità!

La costanza di esercitare uno sport può dare i frutti nell’età adulta con giovamento fisico non indifferente. Ricorda Eynard che esistono i ” Master” che gareggiano fini ad ottant’anni!

Sul professionismo non ha solo riserve, ma lo ritiene un grande pericolo per lo sport: “I dilettanti lo fanno per passione, afferma, nel professionismo ci sono altre regole…c’è esasperazione!

Infatti la ricerca ossessiva del risultato ad ogni costo viene esasperata da pressioni di ogni tipo e lo sport si spoglia del suo vero significato.

L’atletica leggera incarna da sempre l’idea dello sport puro, il perno insostituibile dei Giochi Olimpici e deve essere praticata nella maniera “scientifica” che fa parte del “pensiero ” di Daniele Eynard: educazione del corpo intesa sia come conservazione ottimale del medesimo sia come atteggiamento positivo verso il corpo stesso.

Padronanza motoria e capacità razionale saranno dunque le conquiste cui ogni atleta ” vero”, attraverso la disciplina sportiva, potrà aspirare.

 

Luca Limoli

 

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