BASKET BERGAMASCO. MARIO, LILLO E JOE. LA PIRAMIDE DI UN SOGNO CHE HA LA FORMA DELLA LETTERA A.

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“I have a dream…” . Frase famosa, indubbiamente. E ogni sogno che si rispetti, ha sempre un po’ il sapore dell’avventura, del sacrificio e della (sperata) vittoria.

Ogni sogno ha spesso anche una storia. Una storia che talvolta parte da lontano. Ed è proprio questa storia  che sovente si alimenta vicendevolmente con il sogno stesso, in quel connubio che è lo sport. Una metafora della vita stessa… .

Parliamo allora di Basket Bergamasco.

E qui iniziano ad apparire immagini con un certo “effetto seppia”. Immagini che fanno per forza tornare alla memoria due nomi “pesanti”: Alpe e Celana. Le due squadre che, in zona anni 80, 90 e inizio 2000 portarono Bergamo in serie A.

Momenti di gloria che tutti gli appassionati conoscono e ricordano con nostalgia. Ma ovviamente non si può vivere solo di ricordi… .

La piazza cestistica bergamasca ha il suo perché. In un contesto antico di campetti, passione e “playground” si è sviluppato a Bergamo un “sottobosco” di baskettari davvero rocciosi che da tempo aspettano il grande spettacolo e le grandi sfide.

A dire il vero tentativi di riportare nelle orobie gli antichi fasti ce ne sono stati. E sono state anche esperienze positive.

Ma nel 2014 la svolta. Nasce la Bergamo Basket BB14 Co.Mark, che, capitanata da un Presidente molto determinato (Massimo Lentsch), si presenta con le idee molto chiare. Anzi, un’idea sopra a tutte: vincere!.

Il team è strutturato. Vanta una dirigenza esperta e tecnica (Franco Meneghel ne è un esempio), un Coach (Ciocca) sicuramente molto ma molto bravo, e una rosa di giocatori di tutto rispetto.

L’anno scorso si è sfiorata la tanto agognata promozione in serie A. E quest’anno siamo ancora lì. Alla fase finale dei play-off.

Che dire…un’avventura tutta da seguire. Adesso.

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Per dare un po’ di “humus” a questa grande sfida bisognava cercare qualche bergamasco cresciuto a pane e Basket. Ce ne sono tanti. Difficile scegliere. Poi però quelli “giusti” saltano fuori. Eccoli.

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Il primo è Marco Zanini. Noto nell’ambiente come “Il Lillo”. Un passato nella Basket Bergamo 92 e ora trascinatore della Azzanese Basket, protagonista di grandi vittorie in Promozione e Prima Divisione. Un grande appassionato, un ottimo giocatore, e un cuore orobico cestistico (e sportivo) al 100%.

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L’altro è Giorgio Callioni. Noto nell’ambiente come “Il Joe”. O meglio “Joe Cagliostro”. Ha iniziato a 5 anni a giocare a Basket e non ha più smesso. Anche lui un passato nella Bergamo Basket 92 e poi colonna portante del Basket Valtesse. Il Joe ama certamente il Basket in modo totale. Ma ha anche una doppia identità. Baskettaro e DJ. Suo il “sound” (Rap, Hip-Hop) dei cestisti bergamaschi.

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Prima di iniziare a parlare è bene mettersi il pallone in mano e fare due tiretti. E’ il miglior  modo per iniziare a conoscersi… . Questo è il loro “linguaggio-macchina”.

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“SuperMario” Ghersetti, l’argentino, è un Campione. Ha una struttura fisica imponente e una classe innata. Bastano due mosse per stregare l’atmosfera. Ma i “ragazzi” hanno grinta, e in pochi minuti scatta il divertimento puro. Quello tipico del Basket… . Ghersetti è un grande, e il feeling sportivo con Lillo e Joe è matematico.

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Dopo i due tiri fatidici si può iniziare a parlare.

Ovviamente l’attenzione è tutta rivolta alla BB14 e all’imminente fase finale dei Play-Off. Ma la “star” è lui. Mario.

Mario Josè Ghersetti. Nativo di Tandil, Argentina. Ha la doppia cittadinanza argentina e italiana. A 19 anni è venuto in Italia e vanta una carriera professionistica di spessore. Attualmente, nonostante i 30 e rotti anni, è uno dei giocatori più importanti della BB14 e si sta giocando fino in fondo questa avventura.

Ecco allora qualche domanda.

Lillo: Mario, da straniero, come valuti la città di Bergamo?

Mario: Una realtà meravigliosa in tutti i sensi. La Città è bellissima. La gente è adorabile. Mi trovo talmente bene che io e mia moglie siamo seriamente intenzionati a trasferirci qui.

Joe: Ti piace la musica? quale è il tuo genere preferito?

Mario: Mi piace tantissimo la musica. In particolare il Rock argentino.

Lillo: Come stai vivendo questo momento così importante del Campionato?

Mario: Sono carico ma allo stesso tempo tranquillo. Bisogna cercare di evitare lo stress. Dalla mia ho una certa esperienza di queste situazioni ,e cerco di gestirle al meglio sul piano mentale. E’ molto importante. L’anno scorso è mancato un solo passo. Quest’anno siamo più lucidi e più determinati.

Joe: Mario, di te mi piace il fatto che sei un giocatore carismatico, un trascinatore. Mi piace perché ti sai “gasare” alla grande, e gasi anche gli altri. Ma ho un domanda su questo punto. Non è che ogni tanto ti gasi anche un po’ troppo? ahahahahaha…. . Ovviamente lo dico in senso buono…

Mario: Ahahahahaha. Si Joe hai ragione. Ogni tanto mi gaso davvero tanto. Ma è il mio carattere. E’ la passione.

Joe: Ti capisco Mario…ti capisco.

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E’ bello vedere insieme questi ragazzi. Ognuno al proprio livello è gente che “ci crede” tanto. Si vede…

Mario: A parte gli scherzi…sono contento di questo incontro. Io ho un grande RISPETTO per loro. Io e loro non siamo diversi. Siamo uguali. Siamo giocatori di Basket. E questo è ciò che conta. E’  per le persone così, quelle che amano davvero il nostro sport, che mi sento di mettermi ancora in gioco fino in fondo. Siamo uguali. Parliamo la stessa lingua. Quella della Pallacanestro. Forza ragazzi, dai che ce la facciamo!

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C’è ancora spazio per alcune considerazioni…

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Lillo: “La realtà della BB14 è certamente quella di un grande Basket. Ovviamente faccio il tifo per loro con l’auspicio di rivedere a Bergamo la serie A. Questa volta però sarei felice se la presenza nella massima serie diventasse una costante, o quantomeno una realtà duratura. E credo che ,per ottenere questo, bisogna creare un grande e crescente feeling con la gente. Ritengo che, in questo aspetto, (mi sia permesso dirlo…) la realtà di Treviglio sia un buon esempio. Non nel senso che vanno imitati in sé, ognuno ha la sua identità,  ma credo sia giusto riconoscere il lavoro che hanno saputo fare in questa direzione, creando un forte legame con i trevigliesi. C’è poi un altro punto secondo me importante. Per creare un movimento di questo tipo ci vuole il Palanorda. Bisogna riempire il Palazzetto dello Sport di Bergamo. La forza di Treviglio è anche nella bella struttura di cui dispongono. E’ una passione che va convogliata al massimo.”

Joe: “Concordo con quello che dice Lillo. Questa squadra ha davvero una grande potenzialità. E’ una cosa che aspettavo da tempo. La aspettiamo tutti da tempo. La nostra piazza si meriterebbe ancora le emozioni del grande Basket”.

Lillo e Joe: “Insieme, con un pensiero unico, vogliamo aggiungere solo una cosa. Un grande abbraccio al nostro conterraneo bergamasco MARCO PLANEZIO!!!. E’ un grandissimo giocatore, è un amico, ed è il nostro portacolori “del cuore”… . Quindi, senza nulla togliere agli altri… ci mancherebbe…, concedeteci un grido : Forza Marco!!! .

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Uomini del Basket bergamasco. Dentro di loro batte un cuore, ma al ritmo di un pallone da basket. Questa gente è questo. C’è voglia di vincere tutti insieme.

I have a dream…

 

Foto e testi : Luca Limoli

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