MULLER EVITA IL DOMINIO SLOVACCO

Il lussemburghese vince una splendida semifinale contro Dominik Hrbaty, evitando una finale tutta slovacca. L’altro finalista è Karl Beck, bravo ad approfittare dei passaggi a vuoto di Dustin Brown. Bergamo non poteva sperare in una finale migliore: un ex top 40 contro un quartofinalista dello Us Open con vittorie su Nadal, Agassi e Roddick.

Ancora un paio di punti, e la finale degli Internazionali di Bergamo avrebbe parlato solamente slovacco. Dopo che Karol Beck aveva punito Dustin Brown nella prima semifinale, Dominik Hrbaty si è trovato 5-4 avanti nel terzo set contro Gilles Muller e 40 pari sul servizio del lussemburghese. Aiutato da un paio di grandi battute, Muller è rimasto a galla e si è rifugiato nel tie-break, in cui ha mostrato il meglio di sè. Ha iniziato con un minibreak, azzeccando una gran risposta di dritto, ha proseguito con due grandissime volèe ed ha chiuso con l’ennesimo dritto vincente, chiudendo con il punteggio di 2-6 6-3 7-6. E’ stato un match degno del circuito maggiore. Non a caso i due si erano già trovati nella semifinale di un torneo del circuito ATP. Era il 2005, e Muller si impose con il punteggio di 4-6 7-6 6-1. Anche stavolta ha avuto la meglio grazie al servizio, certo, ma anche a una sorprendente tenuta nello scambio da fondocampo. Vedi Muller e resti col fiato sospeso: gioca colpi radenti alla rete, con margini di sicurezza prossimi allo zero. Eppure stavolta ha sbagliato pochissimo, deliziando con alcune giocate di gran livello. Oggi andrà a caccia del sesto torneo challenger in carriera, che sarebbe il secondo sul suolo italiano: ha già vinto a Valladolid 2003, Napoli e Cordoba 2004 nonché ad Humacao ed Izmir nel 2008.


La classe nel momento che conta

Muller è partito malissimo, infilando qualche doppio fallo di troppo (alla fine saranno nove) e consentendo a Hrbaty di prendere due break di vantaggio e chiudere facilmente il primo set con il punteggio di 6-2. I due break patiti ad inizio partita resteranno gli unici due subiti da Muller in tutta la partita, e fino ad oggi sono i soli concessi in quattro match e sette set giocati. Hrbaty ha avuto il demerito di commettere un paio di doppi falli nell’ottavo game del secondo set, regalando all’avversario l’unico break della sua partita e trascinando il match al terzo. Sullo slancio, Muller aveva una palla break in avvio di set decisivo ma Hrbaty la cancellava con un ace e il match scivolava facile fino al tie-break (fatta eccezione per il decimo game, in cui due doppi falli aveva portato Hrbaty a due punti dalla finale). Alla stretta finale è emersa la classe del giocatore capace di battere Nadal a Wimbledon, Agassi a Washington e Roddick davanti ai 22.000 indemoniati dell’Arthur Ashe Stadium. Le due risposte di dritto e le volèe basse che hanno cucito il 7-1 finale hanno fatto tutta la differenza del mondo in una partita senza differenze. Il match è durato poco più di 100 minuti, non troppo. Normale, dal momento che si sono visti 30 ace (21 da parte di Muller, che ha dunque toccato quota 80 in tutto il torneo) e tanti scambi chiusi in meno di cinque colpi. La rapidità della superficie è stata certamente alleata di Muller, ma la qualità con cui ha giocato il tie-break finale rende meritato il suo successo. Ed è ancor più meritato per la disponibilità mostrata nel corso della settimana, che lo ha reso uno dei beniamini del pubblico bergamasco.


Puntualità Beck

In finale sarà un match da 50 e 50”, ha detto subito dopo la vittoria. Suo avversario sarà Karol Beck, che sta disperatamente cercando di uscire dalla dimensione dei tornei challenger, da cui non riesce ad uscire dopo essere rientrato dalla squalifica per doping che gli ha tagliato in due la carriera proprio quando stava attraversando il suo miglior momento (nel 2005 contribuì a portare la Slovacchia in finale di Coppa Davis, ma non la giocò proprio a causa dell’affare doping). Nella prima semifinale di giornata, il 27enne di Zvolen si è imposto senza grossi problemi su Dustin Brown, vero grande personaggio del torneo fino alle semifinali. A Beck sono bastati un break per set (nel primo e nell’ultimo turno di servizio di Brown) per centrare la prima finale stagionale. Beck andrà a caccia dell’ottavo titolo challenger in carriera: tra le precedenti vittorie, spiccano quelle nei ricchi tornei di Heilbronn e Sunrise. I due si sono già affrontati in un’occasione, nel match di Coppa Davis Lussemburgo Slovacchia giocato nel 2003 ad Alzette, a casa Muller. Si impose lo slovacco con il punteggio di 6-4 6-3 6-3. Ma è passato troppo tempo per pensare che possa essere indicativo.


INTERNAZIONALI DI BERGAMO 2010 – TROFEO TRISMOKA (42.500€, Play-It)

Semifinali singolare

Karol Beck (Slk) b. Dustin Brown (Jam) 6-3 6-4

Gilles Muller (Lux) b. Dominik Hrbaty (Slk) 2-6 6-3 7-6(1)

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