ALZANO, ORGOGLIO E STORIA DI UNA TRADIZIONE CHE NON DEVE MORIRE

Gentili lettori, domenica scorsa sono stato ad Alzano Lombardo per vedere AlzanoCene-Olginatese che, sulla carta, sembrava poter offrire uno spettacolo interessante data la storia e la forza delle contendenti. Come ogni domenica giungevo allo stadio accompagnato dall’amico (e Administrator del sito per cui scrivo) Luca Limoli che, solitamente, si occupa della parte fotorafica dei miei pezzi e, dopo aver preso posizione nelle rispettive postazioni di lavoro, attendevamo l’entrata in campo delle squadre.

L’AlzanoCene, in divisa completamente Rossa, prendeva campo alla destra della tribuna centrale, schierandosi sul terreno di gioco, al fischio di inizio, con un modulo apparentemente 4-4-2 con Romano(1989) in porta, esterni di difesa Rota (1991) a destra e Riva (1989) a sinistra, centrali difensivi Fornoni ( 1983) e Forlani ( 1978), a centrocampo, Leoni (1981), Mignani ( 1971), Longo ( 1984) e D’attoma (1988), in attacco Valenti (1980) e Trevisan ( 1990).

Anche l’Olginatese si schierava con un 4-4-2 con Rovida in porta ( 1988), esterni di difesa Gnecchi (1991) a destra e Marcat ( 1978) a sinistra con Vigano (1990) e Placida (centrali ), centrocampo Palumberi (1976) esterno destro, Locatelli (1990) a sinistra centrali Gerosa ( 1987) e Rossi (1984), in attacco Chiaia (1981) e Rampini (1989).

Il modulo tattico dell’AlzanoCene, in realtà, appariva da subito molto duttile nel senso che in fase di difesa la squadra si mostrava molto coperta poichè D’Attoma si manteneva sulla linea dei centrocampisti mentre Trevisan retrocedeva verso centrocampo a dare man forte sulla sinistra ai centrocampisti, di modo che, il 4-4-2 iniziale, si trasformava in un modulo 4-4-1-1 poichè Valenti rimaneva in attacco quale avanposto della squadra bergamasca.

Questo assetto tattico permetteva ai locali, in fase di difesa, di esercitare una buona copertura, proprio grazie a Trevisan che rispiegava sulla sinistra verso I centrocampisti per una piu’ efficace interdizione.

In fase di possesso palla, grazie alla velocità di D’Attoma, i locali, invece, potevano ripartire in contropiende traformando il modulo tattico in un 4-3-3 dato il n.7 (appunto D’Attoma) guadagnava la posione di esterno alto di destra affiancando Valenti in attacco e Trevisan riprendeva molto velocemente la posizione di esteno alto di sinistra.

Statico, invece, l’assetto della Olginatese.

Ovviamente tale atteggiamento permetteva all’AlzanoCene di esser da subito molto peicoloso anche se a passare in vantaggio al 23′ erano gli ospiti con una splendida punizione da fuori area battuta da Rossi direttamente in porta dalla sinistra dell’aerea di rigore avversaria.

0-1 ma l’Alzano non si scomponeva e riprendeva con il proprio gioco a rendersi pericoloso tant’è che, al 26′ del I tempo, tre minuti dopo il vantaggio degli ospti, i bergamaschi pareggiavano i conti con una azione d’attacco molto fluida con D’Attoma che serviva a Valenti un cross in area che metteva in rete.

L’AlzanoCene assurgeva a padrone del campo, l’Olginatese si difendeva, ma al 36′ l’arbitro, La Cagnina di Caltanissetta, concedeva un rigore ai locali che Valenti trasformava.

Finiva il primo tempo con l’espulsione di Placida dell’Olginatese per proteste verso l’arbitro.

Al rientro in campo l’AlzanoCene, con un uomo in piu’, si tranquillizzava e cominciava a colpire in contropiede i Lecchesi che si schieravano in campo dopo l’intervallo con un 4-3-2.

Al 5′ del II tempo gli Alzanesi portavano a tre le marcature ancora con Valenti che metteva in rete un pallone vagante in area e non trattenuto dal portiere ospite.

Pochi minuti dopo il 4-1 con Tervisan che corona un’attima partita sia in fase di copertura che d’attacco.

Oggettivamente l’Olginatese non riusciva a costruire gioco poichè l’uomo in meno e, sopratutto, la superiorità numerica a centrocampo dei locali impediva l’evolversi dell’azione che veniva sempre frustrata dall’intervento dei centrocampisti dell’Alzano.

Nonostante tutto gli ospiti mostravano un rigulgito d’orgoglio dopo l’entrata in campo del giovane Mangni Doudou, classe 1993, al posto di Marcat, che con progressioni di notevole forza e intensità “tagliava” verticalmente la difesa alzanese e si rendeva molto pericoloso.

Gentili lettori segnatevi questo nome perchè presto arriverà nei professionisti: Mangni Doudou.

Doudou è un esterno destro alto d’attacco dotato di gran fisico e grande velocità e progressione.

Destro di piede, è il classico giocatore che crea superiorità numerica perchè in grado di saltare l’uomo con estrema facilità.

Essendo un 1993 è sicuramente ragazzo di sicura prospettiva futura.

L’entrata in campo del giovane di colore permetteva agli ospiti di riprendere vigore ed, infatti, al 28′ del II tempo accorciavano le distanze con Chiaia che metteva in rete un pallone non trattenuto dal portire a seguito di una conclusione di Rossi.

La partita finiva sul 4-2 per I locali ma l’Olginatese dimostrava un buon carattere nei minuti finali non arrendendosi alla sconfitta anche grazie all’entrata sul terreno di gioco del giovane Doudou che cambiava sia il gioco che l’intensità agonistica degli ospiti.

Venendo all’analisi tecnica, debbo fare complimenti a mister Piantoni, allenatore professionista, lo scorso anno al Pergocrema in Lega Pro Prima Divisione, che è riuscito a trasmettere ai bergamaschi consapevolezza di forza oltre che una duttilità tattica difficile da osservare in Serie D.

È veramente un peccato che l’AlzanoCene abbia trovato troppo tardi la soluzione ai problemi evidenziati nella prima parte del campionato perchè avrebbe potuto contendere il primato alla Tritium, attuale capolista del girone B del Campionato di Serie D.

Sarà per il prossimo campionato o, almeno, così si spera.

Ed, infatti, da piu’ parti sento parlare di una possibile fusione con altra realtà della bassa bergamasca che, di fatto, potrebbe far perdere l’identità e il nome dell’Alzano che è arrivato solo pochi anni addietro alla ribalta della Serie B.

La storia e le tradizioni sono parte di questa gloriosa compagine che ha, negli anni 90, ha rappresentato l’alternativa all’Atalanta contro cui ha giocato uno storico appunto nel campionato di Serie B.

L’Alzano deve sopravvivere perchè è parte della storia dello sport bergamasco.

Piuttosto cari Presidenti (il rifermento è generico), investite sui giovani di valore per contenere spese e costi dato che giovani di valore esistono ma, come dico sempre, è comunque necessario saperli trovare.

È pieno il mondo dei dilettanti di giocatori che, potenzialmente, potrebbero militare nei professionisti ma non si capisce perchè nessuno si prenda la responsabilità e abbia il coraggio di investire su questi ragazzi.

Io amo fare l’esempio di Omar Torri, oggi all’AlbinoLeffe in serie B, ma a pochi anni addietro in Serie D, per dimostrare che i campionati provinciali e regionali sono una grande opportunità di investimento per le squadre che giocano a livello nazionale.

E non vogliamo parlare di Victor, voluto da Diego Foresti e da chi scrive, alla Colognese dove, invece, nessun altro ha inteso tesserarlo perchè “sconosciuto” ai locali addetti ai lavori?

Caso strano oggi il ragazzo, classe 1989, gioca in B nel Frosinone (http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=198866 ).

Non pensate che forse questa società (la Colognese) avrebbe potuto avere un notevole vantaggio economico semplicemente investendo su un ragazzo sconosciuto ma sopratutto a costo zero?

Il dilettantsimo offre perle preziose che, da buon intenditore, ogni buon dirigente deve esser in grado di riconoscere.

L’Italia è piena di talenti da scoprire…..meditate Presidenti, meditate… .

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