ATALANTA E DONI. MOMENTO DIFFICILE PER LA SQUADRA E PER IL CAMPIONE

Atalanta e Cristiano Doni. Mai come in questo periodo la prestigiosa figura del capitano nerazzurro, miglior marcatore di sempre della storia bergamasca e trascinatore di un’intera città, sta condividendo con la sua squadra un momento molto, molto tormentato . E’ brutto a dirsi, ma oggettivo a vedersi in campo, con le smorfie di rabbia del numero 72 atalantino che ricalcano un team, quello orobico, incapace di trovare la via della rete in alcun modo.

La Serie B, come una calamita, apre il proprio vortice a più gradi,convogliando forze e sfortuna verso l’abisso della retrocessione. Cristiano Doni cade in un piccolo screzio di nervosismo con una testata a Sammarco e una tirata di capelli nella ripresa a Ferronetti, anche se il Giudice sportivo lo ha “graziato”, probabilmente perchè non si è ravvisata antisportività violenta, ma solo nervosismo agonistico.

In tutta questa situazione non bisogna dimenticarsi del gioco privo di idee, attacco da dimenticare , l’ insufficiente prova di Chevanton subentrato nella ripresa , e il grave infortunio occorso a Talamonti (problema ai flessori della coscia destra).
Se le esultanze di Doni portavano l’urlo orobico ad alzare la testa, ci si aspetterebbe che ora il grido finale lo tirasse fuori  l’intera squadra, forse nel disperato tentativo di riprendere una classifica sempre più drammatica. Non basta, in questo discorso, solo la generosità del cileno Valdes.

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