BERGAMOSPORTNEWS SI UNISCE AL LUTTO DELLA PALLANUOTO

Questo non è il solito articolo di cronaca sportiva come ci si aspetterebbe di trovare su questa testata, purtroppo.

Domenica scorsa, 6 marzo 2011, all’alba, hanno tragicamente perso la vita in un incidente stradale due giovani atleti della Bergamo Alta di pallanuoto, Nicolò Morena, di anni 21, e Damonte Francesco, di anni 20.

Stavano rientrando a Bergamo dopo avere passato la notte in una discoteca del bresciano.

L’ennesima strage del sabato sera.

Avevano festeggiato, con diversi amici e compagni di squadra, la vittoria di poche ore prima in campionato, a Vigevano.

Beffa ancora più atroce, si trattava di due ragazzi liguri, Nicolò di Savona e Francesco di Arenzano, che stavano vivendo a Bergamo un’ esperienza di vita e sportiva, la prima lontani dalle rispettive famiglie e terre di origine.

Difendevano i colori della Bergamo Alta in virtù di quel gemellaggio sportivo che da ormai lunga data unisce la RN Savona, squadra dal grande blasone e da sempre ai vertici della pallanuoto nazionale, alla nostra piccola società orobica.

Questa redazione si occupa regolarmente di pallanuoto, raccontando con passione, e mal celato tifo, le gesta di tutte le squadre delle varie categorie della nostra realtà provinciale.

Questo perché noi stessi siamo stati atleti, visceralmente innamorati di uno sport nobile e sano, uno sport che è un inno all’amicizia e da sempre capace di cementare legami forti.

E ben sappiamo che a Bergamo la pallanuoto non significa tante realtà diverse ma una sola, un’unica grande famiglia in cui tutti conoscono tutti.

All’apice di questa realtà c’è naturalmente la Bergamo Alta che , è l’orgoglio di tutti grazie alla sua serie A2 difesa con grande onore

E a difenderne i colori c’erano anche questi due ventenni liguri, Francesco, a Bergamo da pochi mesi, mentre per Nicolò era la seconda stagione in biancazzurro.

Giocavano bene a pallanuoto. Nicolò un giocatore a tutto campo, di quantità, leggero ed elegante in acqua.

Francesco studiava da difensore, sotto le sapienti cure di due grandi maestri del ruolo quali Pelizzoli e Crivelli.

Ma soprattutto giocavano bene nel senso che davano tutto in vasca, e chi segue questo sport da anni se ne accorge.

Non erano i primi “forestieri” adottati dalla Bergamo pallanuotistica. Prima di loro sono passati da qua americani, ungheresi, giapponesi, ucraini, slavi, e poi ancora liguri, pescaresi, baresi ed altri ancora.

Tutti sapientemente mixati al sempre presente zoccolo duro orobico, per una ricetta spesso vincente, e comunque mai banale.

E tutti sono ripartiti, forse con le tasche ancora vuote ma la valigia piena di bei ricordi e l’agenda di numeri di telefono, di amicizie vere.

Loro no, loro si sono fermati, due piccoli grandi soldati del nostro esercito sportivo che Qualcuno ha deciso si fermassero a Bergamo.

A vent’anni.

Quella che sembrava l’ennesima stagione positiva, con la permanenza in categoria praticamente già acquisita a metà campionato, rimarrà invece l’anno più buio nella storia della società.

Il tempo curerà anche questo sfregio che ora sembra insopportabile, ma per la Bergamo Alta sarà dura rialzare la testa, per i nostri ragazzi tornare a sorridere, ad esultare, a festeggiare un goal o una vittoria.

Per la grande famiglia della pallanuoto bergamasca è il tempo di stringersi ancora di più intorno alla squadra, alla società, in onore e nel ricordo di Nicolò e di Francesco.

Marcello Rota  e Gianluigi Cuttica

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