D-FIGHT. BOXE MADONE. LA GRANDE NOTTE DEL RING.

(Nella foto SHAROS HUYER)

Gorle. 5 maggio 2012. Impianto sportivo “Palagorle”. Doveva essere un grande spettacolo e così è stato. Presentato come un evento di grande qualità, il “D-FIGHT”, la nuova creatura di Boxe Madone, non ha deluso le aspettative degli oltre 1000 spettatori presenti alla manifestazione.

Il Maestro Alex Gualandris  da vari anni sta lavorando, con la sua associazione sportiva, la “Boxe Madone”, a favore di una grande promozione di queste discipline sportive. In particolar modo Kickboxing e Pugilato. In questo caso, con la collaborazione di Alfio Di Mauro e Domenico Trullio, la Boxe Madone ha voluto proporre al grande pubblico una selezione di match molto interessanti.

A farla da padrone è stata la disciplina del “K1”. Ben 6 incontri infatti si sono disputati secondo il regolamento K1-rules, quello divenuto certamente famoso per la manifestazione “Oktagon”, trasmessa tutti gli anni da Italia 1, e seguita da migliaia di appassionati.

L’ Italia vanta infatti un grandissimo campione della specialità, l’italo- armeno Giorgio Petrosyan e c’è un movimento sportivo inportante dietro a questa disciplina, il k1 appunto, capace, in buona sostanza, di fondere la Kickboxing europea-americana con la   Boxe Thailandese.

Il “D-FIGHT” di sabato 5 maggio ha voluto essere la serata bergamasca in quella direzione e il target è stato sicuramente centrato.

Il Palagorle, per chi vi accedeva, offriva certamente, di primo impatto, un gran bel colpo d’occhio. Completamente piena la tribuna. Altrettanto il bordo-ring, dove era pure presente un’area-tavoli molto elegante dover poter cenare, anch’essa piena al completo.

L’insieme appariva in ogni caso non caotico, ma ben ordinato.

E al centro, ovviamente, l’unico grande ed indiscusso protagonista…lui. Il ring.

Da sempre teatro di epiche battaglie e di grande emozioni, anche questa volta, come sempre, troneggiava al centro del palasport con il suo eterno carico di fascino e sacralità.

Poi sono arrivati loro. Gli atleti. I fighters. I moderni gladiatori dei nostri tempi. E lo spettacolo ha avuto inizio.

Il primo incontro vedeva contrapposti Alex Avogadro della “Free-Combact Accademy di Romano di Lombardia e Simone Caristo del Team Procopio M.Thai Varese. Specialità K1. peso 60 kg. 3 riprese da 3min.

A spuntarla è riuscito l’atleta di casa, seguito dal M° Ivan Mapelli, che si è aggiudicato l’incontro. Si è cmq certamente trattato di un match molto equilibrato. Avogadro infatti prevaleva nella prima parte del match grazie ai sui “middle-kick” e alle sue combinazioni di calci e pugni, ma subiva il deciso recupero del suo avversario nella seconda parte della gara, molto grintoso e determinato nella sua azione alla corta distanza. I giudici hanno premiato il bergamasco. Non felicissimo del verdetto l’atleta Caristo e il suo angolo, ma si è certamente trattato di un  match molto bello tra due atleti stilisticamente e strutturalmente molto compatibili.

Con questo incontro il D-fight “rompeva il ghiaccio” e riusciva ad ottenere magneticamente il silenzio, l’attenzione e la concentrazione della pleatea, composta perlopiù da appassionati e praticanti, ma anche da normali spettatori, come era nell’intento degli organizzatori.

Il secondo incontro metteva di fronte Fabio Marcassoli della Kombact Sport Promotion e Alessandro La Monica della Nuova Olimpia Boxe Sport Gallarate. Questa volta la specialità era la Savate o Boxe Francese, molto simile, con qualche variante, alla Kickboxing “Low-Kick”. Il match, al limite degli 85 kg, ha visto la vittoria di La Monica, anche se per buona parte dell’incontro l’atleta bergamasco è apparso in vantaggio sul suo avversario, che assestava colpi importanti nelle fasi finali. I giudici hanno valutato l’incontro a favore dell’atleta di Gallarate, suscitando non poche perplessità nell’angolo di Marcassoli, che ha comunque dimostrato di essere un giovane forte atleta, ormai raro portacolori di questa disciplina in Italia, certamente molto rispettato nell’ambiente.

Il terzo incontro si disputava nella specialità Kickboxing-Low-Kick-Pro60 kg e vedeva salire sul ring Elio Pinto della Kickboxing Bergamo contro il sardo Francesco Madeddu della Alias Gym Sardegna. Elio Pinto è un atleta molto famoso dalle nostre parti ed è aprrezzato per la pulizia della sua tecnica, unita alla grande esplosività dei suoi colpi.

Il pur generoso Madeddu cadeva infatti al tappeto per Ko alla seconda ripresa su perfetto pugno diretto di Pinto che, dopo aver raccolto il consenso del pubblico nella prima ripresa, grazie alle sue pregevoli combinazioni di ganci e low-kicks, chiudeva il match in modo spettacolare nel tripudio dei suoi sostenitori, raggruppati per tifarlo a gran voce dalla tribuna.

Il quarto incontro presentava sul ring uno degli storici portacolori della Boxe Madone, il ventisettenne Alessandro Magni, già Campione Europeo Wfc. Di fronte a lui il francese Taibi Lofti del team Pittaresi. k1, 72,5 kg. Magni si è aggiudicato il match, anche se il suo avversario metteva a segno ottimi low-kick. La completezza del suo combattimento ha convinto i giudici, più della potenza del suo avversario, che ha comunque dimostrato grande valore.

Quinto incontro. In scena le donne. Da una parte Sindy Huyer della Boxe Madone e dall’altra la Russa Irina Mazepa  del Team Le Borgn. k1 58 kg. Un incontro molto spettacolare dove la grinta della Huyer, combattente capàrbia e generosa, aveva la meglio sull’altrettanto valida Mazepa. Incontro davvero molto bello per merito delle contendenti che hanno messo in pista tutto il loro repertòrio tecnico, dimostrando anche lucidità ed intelligenza.

Il sesto incontro vedeva protagonisti Enrico Piensi del  team Fighters Capriolo e il Capoverdiano Emanuel Tavarres del Team Pittaresi. k1 67 kg. Già dalle prime battute Piensi sfoderava un ottima tecnica in perfetto stile K1 e il suo avversario rispondeva con grande irruenza di pugno e di combinazioni braccia e gambe. Un infortunio alla spalla del capoverdiano faceva terminare l’incontro a favore di Piensi, che appariva comunque in vantaggio sul suo contendente.

Degno di nota particolare è stato certamente il penultimo incontro, il settimo, che contrapponeva Sharos “Bobo” Huyer( a sx nella foto) della Boxe Madone al fortissimo marocchino Moustapha Haida ( dx), grande protagonista di Oktagon.

Si è trattato certamente di un match al fulmicotone che ha stregato tutti i presenti del Palagorle.

I due atleti hanno dato vita infatti ad un incontro ad elevatissimo contenuto tecnico, unito ad una rara potente velocità. Huyer mostrava uno stile più rigorosamente “Muhai Thai”, accompagnato da una moderna boxe, Haida sembrava incarnare alla perfezione il k1-style.

Il risultato: un incontro maiuscolo dove il marocchino Haida, davvero impressionante per  impostazione generale,  spostamenti di tronco e piedi,  potenza e velocità di pugni,  perfetta esecuzione di  calcio, ma anche per la sua splendida azione difensiva fatta  di abili coperture e parate, aveva la meglio sulla mai sopìta grande performance di Sharos Huyer, che usciva comunque incoronato dall’abbraccio dei suoi sostenitori e di tutto il palazzetto. Combattendo comunque sempre davvero alla grande Huyer  dimostrava di poter stare sui ring più prestigiosi del modo, al pari del suo stellare avversario.

Determinante un ko che Haida infliggeva ad Huyer con un esplosivissimo calcio circolare al viso. Il verdetto finale (nonostante  il pronto rialzarsi dell’idolo di casa, che riusciva comunque a fare un grandissimo incontro,  prima e dopo quel colpo “affilato”) subiva però  un pò, inevitabilmente, il condizionamento di quell’episodio, e determinava la vittoria del marocchino Haida, grandissimo protagonista della serata. Un atleta davvero straordinario.

L’ultimo match doveva essere l’incontro clou tra Jose Barradas  del Team Le Borgn Portogallo e lo sloveno Grega Smole, ma una ferita all’arcata sopracciliare di Grega Smole assegnava la vittoria al titolatissimo portoghese, che vinceva senza però poter offrire al pubblico lo spettacolo di un grande combattimento, come si poteva pensare dalle prime fasi disputate dell’incontro.

Certamente un peccato, anche se l’incontro precedente, quello  tra Haida e Huyer aveva pienamente colmato anche la sete più esigente di fighting ad alto livello, raccogliendo un lungo e sentito applauso di ovazione.

Nel corso dell’evento c’è stata anche l’esibizione del giovane astro nascente del Pointfighting Matteo Milani, Campione Europeo, accompagnato dal padre Federico, DT Nazionale, che ha mostrato la sua spettacolare tecnica di calcio, cartterizzata dalla notevole elasticità.

Così si è concluso il primo “D-FIGHT” , un evento fortemente voluto da Alex Gualandris, dalla Boxe Madone e da molti operatori del settore che, da anni, stanno lavorando per promuovere gli sport da combattimento in una duplice direzione: quella del professionismo, ma anche quella della diffusione di una cultura di questi sport. Una cultura fatta di sport vero, allenamenti duri, sacrifici, ma soprattutto di grandi valori umani. Quelli  della sana voglia di far bene e di rispettare gli altri, rifiutando la violenza stupida e l’arroganza.

Questo è il messaggio che voleva far passare il D-Fight.

La manifestazione si è certamente caratterizzata per la compostezza degli atleti, del pubblico e dell’organizzazione. E’ stato un evento che, come si suol dire, pur nell’ intensità delle emozioni, è andato via “liscio come l’olio”, dimostrando la genuinità e la bontà dell’iniziativa.

Quindi, a conti fatti, la risposta non può che essere questa:  messaggio ricevuto!.

 Al prossimo “D-FIGHT”…

Luca Limoli

(RIPRODUZIONE RISERVATA. COPYRIGHT BERGAMOSPORTNEWS.COM).

 

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