INTERNAZIONALI DI TENNIS. I “BECK” SEMPRE PROTAGONISTI

Quando lo allenava, coach Claudio Pistolesi non era troppo felice della condizione atletica di Andreas Beck. “Ma se si mette a posto può giocare benissimo, perché da fermo fa veramente male”. Propositi bloccati da un’ernia al disco (la seconda!). Guaio tremendo per un giocatore di 26 anni che ha nella condizione atletica il suo tallone d’achille. Non ci poteva convivere, allora si è operato lo scorso 8 maggio. Un lungo stop, la paura del ritiro, il ritorno, e adesso i quarti al Trofeo Faip-Perrel di Bergamo (42.500€, Play-It). Sceso al numero 821 ATP, gioca grazie alla classifica protetta e ha ottenuto una bella vittoria contro il belga Niels Desein. 2 ore e 27 minuti di lotta in cui si è visto tutto Beck: potentissimo da fondocampo, ma piuttosto lento nei movimenti. Ogni suo passo risuonava sul Play-It come un tuono. E’ anche leggermente appesantito, ma è normale al quarto torneo dopo uno stop di oltre 8 mesi. E’ finita 7-5 5-7 7-5. Beck è stato sotto 5-2 nel primo set, ma un parziale di cinque giochi consecutivi lo ha spedito avanti. Avrebbe potuto ammazzare la partita nel secondo set, anche perché la seconda palla di Desein è lenta e attaccabile. Non ne ha approfittato, ed anzi ha ceduto il parziale al belga, che pure qualche minuto prima aveva chiesto l’ausilio della fisioterapista per un problema alla schiena. Il terzo set scivolava via fino al 5-5 quando Desein giocava un pessimo game, cedendo servizio e partita. Desein avrebbe meritato qualcosa di più. Si tratta di un giocatore completo, dai gesti eleganti (soprattutto con il rovescio), ma con la tendenza a sciogliersi nei momenti più importanti. “Credo sia stato un buon match – ha detto Beck – ci siamo allenati insieme un paio di volte, ci conosciamo bene. Ha un bon servizio e mi ha messo in difficoltà. Si sono visti tanti buoni scambi, alla fine sono stato più fortunato”. Nei quarti se la vedrà con il connazionale Peter Gojowczyk, che in precedenza aveva superato Jesse Huta Galung per la disperazione del pubblico femminile.
Tre anni fa, Beck era numero 33 ATP in virtù dei quarti a Monte Carlo e la finale a Gstaad. Poi ha avuto un mucchio di problemi fisici. “Lo ammetto, durante lo stop ho pensato al ritiro. I primi due mesi sono stati i peggiori, ero sdraiato a letto e non avevo nulla da fare. E’ stato fondamentale l’aiuto di parenti e amici. E’ soprattutto grazie a loro che ho deciso di provare ad andare avanti. Poi i dottori mi hanno dato indicazioni positive e hanno avuto ragione: adesso gioco senza dolore ed è tutto ok”. Normale domandarsi quali siano gli obiettivi di un giocatore un po’ usurato, ormai 27enne. “L’obiettivo principale è non avere problemi di salute. Poi quel che verrà…verrà. Mi piacerebbe tornare almeno tra i primi 100. La strada è lunga, ma le cose vaanno bene: è il mio quarto torneo e ho già raggiunto una semifinale (al future tedesco di Nussloch, ndr) e adesso sono nei quarti a Bergamo”. Ma quanto è dura ripartire da zero per uno che stava nei top 100 e giocava in Coppa Davis? “Per niente! A me piace giocare a tennis, non fa alcuna differenza giocare i futures, i challenger o gli Slam. Non ho alcun problema, specie se trovo un ambiente come Bergamo, dove l’organizzazione è perfetta e abbiamo un bello stadio e uno splendido hotel. L’unica differenza con i tornei ATP sta nel prize-money”. Contro Peter Gojowczyk ha giocato (e perso) una partita molto tirata qualche anno fa, decisa da pochi punti. Potrebbe essere così anche stavolta, ma c’è la regola del “no-let” che può fare la differenza. “Sinceramente non mi piace. Crea problemi ai giocatori, non sai mai cosa aspettarti, ti confonde. Credo che sia così anche per gli arbitri e il pubblico. Non sono un fan dell’iniziativa: vedremo cosa decideranno a fine marzo”.
In attesa di Viktor Galovic (opposto nei quarti a Bastian Knittel), L’Italia ha gioito grazie ai doppisti. Ad alti livelli abbiamo Errani-Vinci e Bolelli-Fognini (senza dimenticare Daniele Bracciali) , ma ci sono buoni specialisti anche a livello challenger. Tra loro Claudio Grassi e Alessandro Motti, che in coppia (rispettivamente) con l’israeliano Weintraub e il montenegrino Tosic, hanno centrato le semifinali dove si troveranno uno contro l’altro. Da rimarcare la vittoria di Grassi-Weintraub: al primo torneo insieme, hanno superato i polacchi Bednarek-Kowalczyk (numeri 1 del tabellone e vincitori di sette challenger in coppia). Il match è finito 13-11 al tie-break: bella partita, in cui il rovescio dell’israeliano ha fatto la differenza. Si avvicinano le fasi finali: venerdì in campo quarti del singolare e semifinali del doppio, mentre sabato (diretta TV su BG24, canale 198 del DTT a Bergamo e provincia) si giocheranno le semifinali del singolare e la finale del doppio a partire dalle 16.30. Sempre alle 16.30 la finale di domenica, anticipata dallo spettacolo organizzato dall’equipe di animazione “AnimaVera” dello speaker del torneo Maurizio Zamboni, noto “postino” della trasmissione di Canale 5 “C’è Posta per Te”.
Challenger Bergamo – Trofeo Faip-Perrel (42.500€, Play-It)
Secondo Turno Singolare
Peter Gojowczyk (Ger) b. Jesse Huta Galung (Ned) 7-5 6-3
Andreas Beck (Ger) b. Niels Desein (Bel) 7-5 5-7 7-5
Quarti di finale Doppio
Claudio Grassi-Amir Weintraub (Ita-Isr) b. Tomasz Bednarek-Mateusz Kowalczyk (Pol-Pol) 6-4 3-6 13-11
Alessandro Motti-Goran Tosic (Ita-Bih) b. Andrei Daescu-Olksandr Nedovyesov (Rom-Ucr) 7-6(4) 2-6 11-9
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