L’ATALANTA E LA SINDROME DI PAREGGITE

La malattia non è certo incurabile, ma bisogna intervenire affinché non diventi cronica.

L’Atalanta di Colantuono, infatti, soffre di “pareggite”. Dopo la vittoria contro il Cagliari dello scorso 6 Novembre al Comunale di Bergamo, i nerazzurri sono riusciti ad inanellare ben quattro pareggi consecutivi. Dal 2-2 in casa del Siena, all’1-1 (di tutto rispetto) contro un Napoli formato scudetto, passando per lo 0-0 contro il Chievo. E in questo caso non c’è tre senza quattro: contro il Catania di Montella, infatti, la formazione orobica ha agguantato il risultato sull’1-1 (gol di Tiribocchi) dopo essere passata in svantaggio nel corso del primo tempo.

Non che un punto sia da buttare via, ma bisogna tornare alla vittoria, per continuare a macinare terreno cercando di allontanarsi alla zona calda, con il solito peso che sono i sei punti di penalizzazione.

Ma a Bergamo si respira aria tranquilla, anzi. Il percorso della Dea finora ha regalato gioie e soddisfazione alla società e ai tifosi. Ed è ovvio, perché senza quel “meno 6” in classifica, i nerazzurri si troverebbero a quota ventidue punti, addirittura sopra il Napoli e appena sotto le prime della classe, quali Lazio, Milan, Juventus e Udinese.

Si può affermare, forse, che la vittoria è diventata un vero tabù per gli uomini di Colantuono. La prossima sfida in cui cercare di sfatarlo vedrà i bergamaschi confrontarsi con la Fiorentina di Delio Rossi, attualmente a pari punti con i nerazzurri. Poi ci sarà il Parma in casa, per il recupero della prima giornata di campionato rinviata per lo sciopero dei calciatori. Due impegni prima della sosta natalizia per tornare alla vittoria, il più bel regalo di Natale che i tifosi non vedono l’ora di scartare.

Gianluca Grasso

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