REPROSCAN RUGBY BERGAMO 1950. UNA MISCHIA DI AMICI

Quasi sessant'anni di storia per la Reproscan Rugby Bergamo 1950. Ben quattrocento atleti iscritti, cinquanta dirigenti, e un passato glorioso di serie A2 quando si chiamava "Ceta" Rugby Bergamo. Ma da allora, lo spirito di questa squadra non è cambiato. Ora però si punta sui giovani che stanno andando benissimo nei rispetivi campionati. La prima squadra milita nella categoria C-Elìte e, da neopromossa, sta lottando per la salvezza. Domenica 19 aprile, alle 15.30, al campo di via Presolana 2(Cittadella dello Sport) si disputerà il "Trofeo Città di Bergamo" dove si giocherà la sfida con Brescia, determinante per la classifica finale. Prima di loro, a partire dalle 9.00, andranno in scena i giovani con un torneo a loro riservato. Una giornata da non perdere. Ecco alcune intervisti agli uomini del Rugby bergamasco.

Il Vice-Presidente Marco Biroli (nella foto all'interno della nuova sede, inaugurata da pochissimo, vicino alla Cittadella dello Sport) :

"Negli ultimi anni la politica della società è stata quella di investire sui giovani e sul territorio. E poi un impegno nel sociale grazie alla collaborazione con il Centro Disabili Diurno del Comune di Bergamo e con l'Associazione Amici della Pediatrìa, oltre ad un progetto per i ragazzini del Kenya. Il Rugby è soprattutto sinonimo di aggregazione.".

Simone Quadrio, Direttore Tecnico. Ex giocatore della Ceta Rugby e della Nazionale Italiana Juniores (nella foto):

"Il rugby è uno sport che ha tutta una sua cultura, fatta di rispetto, socialità e senso di appartenenza. Per questo noi tendiamo a far vivere la nostra sede anche fuori dagli orari degli allenamenti. I più giovani vengono qui a fare i compiti di scuola. Quelli più grandi possono fare allenamenti specifici. Il tutto per alimentare un movimento che è sportivo, ma soprattutto umano. Il concetto di "terzo tempo" può far capire bene: si giocano due tempi di gioco in campo, ma ce n'è un terzo, durante il quale la squadra di casa offre il pranzo agli atleti ospiti e socializza con loro. La nostra filosofia è quella di non "buttare dentro", ma di "tirar fuori" le qualità delle persone.".

Massimo Ferrandi, ex-giocatore fino alla rosa della serie A2, ora allenatore della categoria under-19, noto nell'ambiente come il "Fecchi". (nella foto)

"Il Rugby è uno sport dove la squadra è tutto. Se non hai il sostegno del compagno non vai molto lontano. Negli ultimi anni il gioco è un pò cambiato. E' diventato più dinamico. Servono atleti più completi nelle diverse caratteristiche. Ma lo spirito del rugby è sempre quello. Ci sono le regole non scritte e tutto un modo di essere e di comportarsi che fanno la cultura del rugby."

Gabriele Gazzaniga(a sinistra nella foto con la maglia bianca):

"C'è aggregazione. I compagni sono anche amici. Lo spirito del rugby trae origine dai valori fonadamentali della vita: il rispetto degli avversarsi, il rispetto delle regole e poi…il non arrendersi mai! ."

Fabio Casali(nella foto con la maglia verde):

"Il rugby è una trasposizione della vita sul campo. E' uno sport da combattimento."

Simone Pertusio(nella foto con i calzoncini rossi):

"E' uno sport di contatto dove si cerca di dare il massimo per aiutare il compagno. "sostegno" è la parola-chiave"

Giorgio Mascheretti(tutto a destra nella foto):

"Il rugby non è uno sport violento. C'è lealtà, amicizia e coraggio. Ci si mette in gioco fino in fondo."

"Il Rugby…uno sport dove la meta la fa l'uomo e non la palla…" (Fecchi)

 

 

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