AZZANESE BASKET. PROMOZIONE IN PROMOZIONE. LA FESTA.

 

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«L’Azzanese è di nuovo in Promozione, non era così scontato. Partivamo con un gruppone di ventiquattro, un mix tra lo zoccolo duro che aveva vinto il campionato provinciale, i nostri giovani e il nucleo storico della Prima Divisione. Alla fine abbiamo vinto perché siamo stati squadra, anche se a volte ci siamo piaciuti un po’ troppo finendo per prendere imbarcate in regular season, tipo il meno trenta di Palosco».

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Parole e musica di Marco Zanini, per tutti il Lillo. Passano gli anni, ma lui ha sempre quella fascia da capitano da onorare e il summer camp all’orizzonte. E a ‘sto giro, oltre a infilare qualche bomba – «Due contro il Lussana, allo scadere» – ha proseguito pure nella rinomata attività di factotum, animatore e speaker, a Baskettiamo, la festa sociale (10-11-12 giugno) che ha radunato centinaia di aficionados al centro sportivo del paese: «Abbiamo concesso la passerella finale al ‘Pise’, Daniele Maffioletti, che ha deciso di prendersi un anno sabbatico da direttore responsabile di Usa DivertiBasket, abbiamo avuto ospiti d’eccezione come la cestista bergamasca Elisa Penna che da questa stagione gioca per l’università di Wake Forest, Alessandro Padova del Gorle, Marco Panigada del Pedrengo che organizza il torneo The King of the Pilo, il presidente provinciale della Fip Pino Ventre, il responsabile del minibasket Nunzio Ubbiali e il nostro Soma Touré che è alla Blu Orobica ed è tra i tre migliori 2002 d’Italia», prosegue il ’79 cittadino del quartiere Carnovali, ormai azzanese onorario, fisico sempre asciutto e tonico da operaio dello sport verticale per eccellenza, la lingua sciolta di chi di mettere le briglie alla passione che gli scorre nelle vene non ha proprio nessuna voglia.azza 7

Un trionfo di pubblico, ad Azzano San Paolo, con centinaia di tifosi al seguito all’atto finale dell’annata del rilancio. Di qui, forse, la lungimiranza un po’ sfacciata di organizzare le giornate autocelebrative di fine stagione prima della decisiva gara 3 a Spirano: «Tornei il pomeriggio, fortunatamente scampati alla pioggia, grandi amici alla sera nella tensostruttura e il servizio cucina garantito dai nostri giocatori – sottolinea il presidente Luca Nozza, padre fondatore della società -. Abbiamo presentato la collezione delle nostre divise storiche, tra cui la 4 gialloblù del nostro compianto pioniere Lorenzo Tasca, e fatto sfilare la top 20 all time, con i vari Ceresoli, Sassi, Josè Laccetta, Samuele Rota. Tutto ciò ha cementato la coesione del gruppo e contribuito a creare quel clima disteso che ci ha consentito di battere Mafalda, prima nel nostro girone, lasciandoci alle spalle la Prima Divisione più competitiva che si sia mai vista». Un anno di purgatorio, da auto-retrocessa di due categorie perché una terza stagione in D sarebbe costata un botto col rischio di far affondare la barca, e la squadra neroblù è tornata sul luogo del delitto. Quel campionato di Promozione da cui la Favola aveva spiccato il volo nella primavera del 2013 per respirare aria più rarefatta, traguardo da guinness dei primati per una comunità suburbana di nemmeno ottomila anime distribuite su poco più di quattro chilometri quadrati. L’estate scorsa la decisione dolorosa, siccome i soldi non crescono sugli alberi e gli sponsor amici, oltre a coprire le spese per le forniture tecniche e le strutture, non è che possano svenarsi. «Tornare in D? Se ci riusciamo con l’organico a disposizione, i costi dei cartellini e d’altro si possono tranquillamente contenere, quindi non ci neghiamo alcun traguardo – spiega Nozza -. Ovviamente di mercato nemmeno a parlarne: la selezione si fa tra quattro mura, abbiamo due Under 19 a cui attingere. E poi, squadra che vince non si cambia: è la prima volta nella storia che chiudiamo imbattuti in casa. La Promo è molto fisica ma ci adegueremo». Il primo campionato regionale della palla a spicchi, pur valendo finanziariamente un terzo della prima categoria di quella a esagoni, è roba da quattro zeri: meglio ripartire dal fondo, tenendosi il patrimonio di un settore giovanile tra i più floridi e affollati di tutta la Bergamasca con circa trecento tesserati a ogni giro di corsa, «col risultato che almeno un atleta all’anno va alla Blu Orobica». Ed è bastato un mix tra le ex giovani leve e i ragazzi del paese per risalire subito le scale di un pianerottolo. Chi fa da sé, fa per tre.

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Ai nostri eroi non ha fatto un baffo l’anno zero in Prima Divisione, stavolta col marchio storico e non sotto la denominazione della satellite Basket Stezzano (il sodalizio si allarga fino a Zanica, grazie ad Aquilotti e Scoiattoli), componente dell’Unione Azzano Stezzano (USA) DivertiBasket, la ragione sociale. Nossignori, i boys dei due presidenti, perché la carica di vertice è a metà con Luca Zani, – «Il movimento ci ha sostenuti dall’interno quando la rinuncia alla D l’anno dopo aver sfiorato la C2 s’è imposta come mossa necessaria: non siamo mai stati con le spalle al muro, la base di tutto è l’entusiasmo, sulle tribune continuiamo a portare tifosi, anche neofiti della pallacanestro» – hanno voluto conservare la loro tana nella palestra delle scuole medie, ribattezzata PalaNozza. Dove il dedicatario vivo e vegeto fa anche lo scoutman, seduto con iPad alla mano accanto al tavolo degli ufficiali di gara. Al giro di boa del ventennio dalla fondazione, la storia di una creatura adulta ma ancora sbarazzina, intessuta di passione e voglia di sudare sul parquet all’insegna della socializzazione, vedrà cambiare qualche volto: come responsabile tecnico non c’è più l’uomo che dalla panchina ha scritto le pagine più belle della storia recente neroblù, Stefano Bissola, ma Simone Lorenzi, vice di Alberto Galli a Gorle, costretto dal cuore matto tre gennai fa ad abbandonare l’attività agonistica, «la persona giusta per mentalità, determinazione, storia personale e appeal sui ragazzi, visto che quando ebbe il malore in campo molti delle nostre giovanili per il contraccolpo psicologico avevano smesso di venirci a vedere». Quanto a Maffioletti, il regalo del commiato temporaneo è una tre giorni tra Lubiana e Zagabria, con capatina al museo del grande Drazen Petrovic. Come coach, conferma per il bravissimo deb Derek Cattaneo, trentenne dal volto di teenager, successore sullo scranno a bordocampo di Luciano Boniforti (recordman in partita con 44 punti, nella Hall of Fame locale insieme al fratello Sergio), Roberto Corazza,  Marco Ghigioni (a cui è stata spedita a Londra, dove vive e lavora, una canotta oversize), Luca Besutti, Carlo Zanutto, Paolo Teani (intermezzo) e lo stesso Bissola: un ragazzo sfornato dalla leva dei coach, coi giocatori delle giovanili mandati a fare il corso allenatori e gradualmente inseriti nello staff affiancandoli dapprima agli istruttori più esperti. Tutto fatto in casa, anche se la vittoria decisiva è arrivata fuori dopo tre serie di playoff sconsigliabili ai deboli di coronarie: «Non ci siamo spaventati nonostante il fallaccio che ha messo subito fuori causa Davide Valota, superstite dell’impresa di tre anni fa insieme a Roberto Rossetti che ha giocato infortunato, a Marco Borlotti che a campi invertiti ha schiacciato in contropiede dando il la al riscatto e al sottoscritto – chiosa Zanini –. Ma mi piace ricordare la ‘bella’ contro il Lussana, davvero epica, la gara 1 delle stesse semifinali, ovvero la partita perfetta, l’asfaltata a Trescore nel primo turno. Facciamo tanto per questo paese: ci interessiamo della crescita non solo sportiva delle nuove generazioni, le portiamo a fare attività agonistica. Se le istituzioni scolastiche e qualche sponsor in più se ne dovessero interessare, ci sentiremmo meno soli e potremmo arrivare chissà dove, ma in Italia è difficile cambiare mentalità». Sotto a chi tocca: I want you, la campagna per raccogliere nuovi finanziatori, è sempre attiva. Azzano merita di pensare in grande.

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I tre turni di playoff: Aurora Trescore-Azzanese 0-2 (46-71, 44-70); Azzanese-Lussana 2-1 (77-39, 60-74, 66-63), Mafalda Spirano-Azzanese 1-2 (57-54, 51-57, 49-56).

IL ROSTER

Esterni: Michele Alborghetti, Federico Avogadri, Daniele Benaglia, Matteo Bertazzoni, Marco Bonacina, Francesco Crispiatico, Andrea D’Alì, Davide Dominoni, Davide Foresti, Marco Ghilardi, Giorgio Lanza, Stefano Lazzaroni, Mattia Negroni, Roberto Rossetti, Claudio Shehu, Diego Stucchi, Giorgio Trovesi, Davide Valota.

 

Lunghi: Marco Borlotti, Rodrigue Koutouan, Filippo Locatelli, Gianluca Rota, Marco Zanini

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Head coach: Derek Cattaneo. Vice: Josè Elvis Laccetta.

 

Simone Fornoni

 

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