CALCIO E GIOVANI: IN CASA ALBINOLEFFE PARLA SACCHI

Ospite di prestigio in casa Albinoleffe. La società celeste ha avuto il prestigio di ricevere il maestro Arrigo Sacchi, attuale Coordinatore delle Nazionali Giovanili, accompagnato dal suo vice Maurizio Viscidi. L’ex tecnico del Milan e della Nazionale italiana vice campione del mondo ’94 ha presenziato nella conferenza stampa tenutasi presso l’Hotel As di Grassobbio, e al termine dell’incontro con i giornalisti ha visitato il centro sportivo di Zanica.

Alla conferenza stampa Sacchi è accompagnato da due vecchi amici: il tecnico dell’Albinoleffe Emiliano Mondonico, compagno del corso per allenatori, e il Direttore Sportivo della Celeste Aladino Valoti, ex giocatore del Parma allenato proprio dal tecnico romagnolo nella stagione 1986/1987.

Il Ds Valoti apre il discorso con la stampa ringraziando Sacchi per la visita e precisando l’assoluta condivisione del programma di lavoro di Arrigo Sacchi, nominato da pochi mesi Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili. Programma che prevede la valorizzazione dei settori giovanili dei nostri club, in modo da far crescere i nostri giovani e garantire un futuro migliore a loro e al calcio italiano stesso, troppo legato ai risultati e poco alle emozioni che questo sport può dare.

Sacchi puntualizza questo aspetto fondamentale del suo compito: “Per lavorare bene con le nazionali bisogna aprire ai giovani. Innanzitutto mi complimento con L’Albinoleffe perché pur essendo una società nata da poco e con poco seguito in città sta riuscendo ad avere buoni risultati attraverso il buon senso e un’ottima competenza. Del resto con un allenatore come il mio amico Mondonico non potrebbe essere altrimenti (sorride,ndr).

L’assurdo del calcio italiano è che i nostri giovani fanno fatica ad approdare anche in Serie B, perché è già un traguardo troppo alto per loro. Questo accade a causa della scarsa fiducia che i club oggi riservano ai settori giovanili delle società”.

Sacchi continua soffermandosi sulla differenza tra il calcio italiano e quello spagnolo, in cui ha fatto esperienza come allenatore dell’Atletico Madrid e come Direttore Generale dell’altro club della capitale spagnola, il Real: “Non dico che il calcio spagnolo sia perfetto, l’ideale sarebbe unirli. In Spagna il calcio è fantasia, estetica, si cerca il bel gioco e i tifosi amano lo spettacolo. In Italia invece noi cerchiamo solo la concretezza di risultati, il nostro pubblico chiede solo di vincere ed è anche per questo che non ci si cura di coltivare i giovani calciatori, perché si preferisce investire un capitale più elevato per garantirsi i calciatori di nome, pescando dai campionati esteri che diano i risultati. Questo aspetto del calcio di casa nostra non mi piace, io preferisco il gioco che dia emozioni, armonia, divertimento. Mi piace difendere con molti e attaccare con molti, senza tanti tatticismi. Nella mia carriera da allenatore le soddisfazioni più grandi per me non sono state tanto i trofei vinti, quanto le singole gioie date in ambienti anche poco blasonati, come i tempi del Parma”.

L’ex ct dell’Italia conclude poi parlando del suo ruolo di responsabile delle nazionali giovanili: “Per tutta la durata del mio mandato cercherò di fare il possibile affinché la Serie B arrivi a essere il campionato dei giovani. Bisognerà fare i giusti investimenti, attuare le giuste normative, fare selezione, e con un buon insegnamento potremo arrivare all’obiettivo.

 Noi in Federazione stiamo intensificando i rapporti con le società, perché la comunicazione è importante. Dobbiamo uscire dal provincialismo e anche dalla diseducazione del nostro ambiente calcistico”.

Al termine della conferenza stampa Sacchi ha visitato il centro sportivo dell’UC Albinoleffe di Zanica, accompagnato dal Ds Valoti in veste di Cicerone.

Gianluca Grasso

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