ELEONORA SIRTOLI. ATLETICA. TUTTO PARTE DALLA TESTA

Un simbolo sportivo atletico: ELEONORA SIRTOLI.

Ragazza di Caravaggio che si è sempre dedicata allo sport. Esso è parte integrante di ognuno di noi, e ci mantiene vivi, regalandoci fantastiche sensazioni. Ci da tante possibilità per dare sempre il meglio di noi.

Tutto parte dalla testa perché è la testa che concentra le energie, che attiva la determinazione e che scandisce i ritmi e il metodo della preparazione.

Pluricampionessa italiana e più volte atleta della nazionale italiana.

Fiera ed orgogliosa dello sport che ha praticato, quando le abbiamo chiesto: “Che cosa ti ha portato a dire a te stessa che l’atletica è lo sport che fa per te?” Lei, con il sorriso, ha risposto che è stato lo sport a scegliere lei, tutto è nato in modo naturale.

L’esperienza della corsa – spiega l’atleta mi ha donato due modi differenti di interpretarla: uno che riguarda la velocità e la potenza e l’altro riguarda la capacità di trovare l’equilibrio adatto per competere ogni gara. È stata un’esperienza intima e di benessere in tutti i sensi.

Dai 13 ai 26 anni ha corso i 400 metri ostacoli nella società sportiva ATLETICA ESTRADA a Caravaggio in modo dilettantistico, mentre a Milano nella società sportiva di BRACCO ATLETICA in maniera professionale.

Con tenacia e determinazione ha raggiunto uno degli obiettivi importanti: ha vinto la sua prima gara correndo nei 300 ostacoli esordendo per la prima volta a Isernia all’età di 14 anni.

I valori che mi ha lasciato questo meraviglioso sport, e che porto con me ogni giorno della mia vita sono, la sincerità con te stessa e con gli altri, oltre alla determinazione di dirti in continuazione di non mollare perché in ogni singola gara o comunque in allenamento quando ci si prepara, dietro c’è sempre molta soddisfazione. Un altro bellissimo e significativo valore che lo sport regala ai ragazzi è quello dell’amicizia. Io andavo molto d’accordo con MARTA MILANI e, grazie agli allenamenti che ho fatto con lei, ho potuto arricchire il mio bagaglio esperienziale esordendo nel 2009 in un mondiale a Berlino, in squadra nazionale assoluta, con l’allenatore SARO NASO. Nel 2006  un mondiale giovanile a Pechino in Cina. Altra emozione che mi ha dato lo stimolo per proseguire nel migliore dei modi.

“Quando praticavo l’atletica – dice Sirtoli, non mi accorgevo del valore di vivere l’attimo, focalizzandomi sull’obiettivo da raggiungere, mentre adesso che ne sono fuori, cerco di trovare lo stesso nella vita, unendo i due aspetti.”

Lo sport sei tu e la cosa che decidi di ottenere. La stessa cosa vale nella quotidianità.

Ora pratico running e ho detto stop alle gare.

Prima di fare corsa, ho giocato a pallavolo dai 10 ai 12 anni. Anche i miei genitori sono sportivi perché mamma faceva atletica in salto in lungo, mentre papà segue il calcio e in modo particolare la Remer Treviglio – Blu basket

 Il messaggio che voglio lanciare ai giovani di oggi è di praticare tanto sport, soprattutto nella fascia di crescita adolescenziale perché è una fonte di formazione, dà motivazione nel credere nell’amore sportivo che è un motore universale”

Quanti titoli ha conseguito?

  • 2 volte campionessa italiana, da cadetto e junior
  • Internazionale 4° posto – staffette 400 metri in Ungheria nel 2008 agli Europei
  • partecipazioni:
  • 1 mondiale junior a Pechino
  • 2 Europei a Caunas in Lithuania
  • Quanti sacrifici hai fatto? “Per me non erano sacrifici perché era passione.”
  • Chi è il tuo atleta preferito? “Nell’atletica è Mennea, nel basket è Shaquille  O’Neal  e nel calcio è Del Piero.”Terminata la carriera agonistica Eleonora Sorti  lavora in un Centro Fitness, come Personal Trainer presso EGo Club di Misano Gera d’Adda.

     

    Cosa c’è in comune tra lo sport che hai praticato e il lavoro che stai facendo?

    “In comune tra le due attività c’è la motivazione. Prima ero io a motivare me stessa, mentre adesso devo motivare gli altri, ma al centro di tutto c’è sempre lo sport.”

 

E ‘ la stessa Eleonora a regalarci un pensiero suo sullo sport:

“Lo sport mi lega molto a mio padre Si chiama Reginaldo, e probabilmente discende da qualche goleador brasiliano..
Che sia il Calcio, il Basket o la Moto Gp .Ció che mi ha sempre trasmesso è la passione nell’affrontare una sfida:
il Confronto è come uno specchio, può essere crudele all’inizio, ma porti sempre a casa qualcosa che prima non avevi detto a te stesso…
credo che lo sport Abbia quella capacità di adattare Il tuo corpo alla sofferenza, per poi trasformala in sogno…
Incredibile come è dal dolore che nasca sempre tutto…
Volevo dedicare questa intervista a mio papà che sta affrontando una sfida molto dura nella sua vita, e dirgli che, è grazie a lui e allo sport che ho capito come il dolore sia l’unica opportunità nella vita per dare il meglio di te.”

 

articolo a cura di : Erica Villa

foto: Elena Gatti

 

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